Una mostra che racconta il dialogo tra due dei più grandi geni della moda. Stiamo parlando di Azzedine Alaïa e Thierry Mugler, due designer uniti da una profonda amicizia ma anche da uno scambio stimolante circa il concetto di moda e femminilità. “Azzedine Alaïa – Thierry Mugler / 1980-1990, deux décennies de connivences artistiques” è la nuova retrospettiva che prende vita presso la Fondazione Azzedine Alaïa di Parigi e sarà aperta al pubblico dal 3 marzo fino al 29 giugno 2025.


Quando Azzedine si trasferisce a Parigi nel 1956, deve parte della sua fama e del suo successo non solo al suo straordinario talento, che lo ha sempre distinto, ma anche al supporto dei suoi amici più fidati e degli estimatori, che l’hanno incentivato a esprimerlo, quel talento, nella forma più autentica ed efficace possibile. Thierry Mugler fu sicuramente uno di questi e sin dal primo incontro con Alaïa riconosce in lui delle incredibili qualità, tant’è che lo invita a realizzare una serie di smoking per la sua sfilata Fall/Winter 1979-80. Fu proprio questa collaborazione a convincere lo stilista a realizzare la sua prima collezione personale. Fu solo l’inizio di un rapporto fortunatissimo basato sulla stima reciproca.
Fu Mugler a portare la stampa negli atelier di Bellechasse di Alaïa e fu sempre lui a spingerlo a organizzare la prima sfilata presso i magazzini newyorkesi di Bergdorf Goodman: Mugler lo aiuta nell’allestimento, lo supporta nelle risposte ai giornalisti, rappresentando di fatto un punto di riferimento nei confronti del quale Azzedine nutrirà per sempre profonda gratitudine.
Compagni di viaggio in un decennio, quello che va dal 1980 al 1990, durante il quale sono stati anticipatori di tendenze, sia Alaïa che Mugler hanno liberamente lasciato che le influenze dell’uno sull’altro agissero anche sulle loro collezioni. Condividono entrambi un’idea di donna potente e sofisticata, una predilezione per le silhouette con spalle maestose a contrasto con vita stretta e fianchi enfatizzati, ma anche le ispirazioni dalla moda degli anni ’30 e ’50, con designer come Christian Dior e Cristóbal Balenciaga.


Diversi nella personalità, i due si completano umanamente e creativamente. Se Mugler è infatti teatrale e ama orchestrare fashion show da sogno memorabili, Alaïa è più intimista e perfezionista. Eppure non possono fare a meno di nutrirsi l’uno dell’opinione dell’altro, confrontandosi e stimolandosi reciprocamente. Mugler mostra sempre in anteprima le sue collezioni al giovane Azzedine, che a sua volta beneficia dell’incoraggiamento costante dell’amico e mentore. Una storia di amicizia, di rispetto tra colleghi e di genialità creativa tra due dei più grandi stilisti del ‘900, raccontata oggi attraverso una mostra esclusiva e inedita.
[📷Courtesy of Fondazione Alaïa / © Stéphane Aït Ouarab]