Audemars Piguet: la maison acquista il leggendario orologio la “Grosse Pièce”

La settimana sorsa avevamo parlato del mercato in crescita degli orologi, vintage e non, che non sembra arrestarsi. Di oggi la notizia che Audemars Piguet ha acquisito uno dei suoi segnatempo storicamente più significativi, l’Astronomical Watch di S. Smith & Son, meglio conosciuto come la “Grosse Pièce”. Commissionato nel 1914 e completato nel 1921, questo orologio da tasca ultra-complicato è stato battuto all’asta durante la vendita Important Watches di Sotheby’s a New York nella giornata di lunedì, come parte della Olmsted Complications Collection. Il suo ritorno a Le Brassus, centro espositivo e manifatturiero di Audemars Piguet nel cuore della Vallée de Joux in Svizzera, coincide con il 150° anniversario del brand, sottolineando l’impegno della maison nella preservazione del patrimonio orologiero e nella celebrazione dell’arte dell’alta orologeria.

Realizzato in oro giallo 18 carati, l’orologio “Grosse Pièce” è considerato un vero capolavoro tecnico, visto come il più completo segnatempo astronomico mai creato da Audemars Piguet. L’orologio è ritenuto alla pari della leggendaria “Universelle” del 1899 come l’orologio da tasca più complicato mai prodotto dalla maison, con un totale di ben 19 complicazioni. Per i meno esperti del settore, con questo termine si intendono tutte le funzioni aggiuntive di un orologio meccanico che vanno oltre la semplice indicazione di ore, minuti e secondi, come il calendario, il cronografo, le fasi lunari, il GMT (secondo fuso orario) o la riserva di carica, aumentando la complessità del meccanismo e il prestigio dell’orologio. Da piccole funzioni pratiche possono esserci “grandi complicazioni”, che includono per esempio funzioni sonore come la ripetizione minuti o meccanismi complessi. Nella “Grosse Pièce” figurano complicazioni notevoli, come la ripetizione dei minuti, grande e petite sonnerie, cronografo, calendario perpetuo, fasi lunari, equazione del tempo e l’unico tourbillon mai realizzato da Audemars Piguet in un orologio da tasca d’epoca. Degno di nota anche il fatto che si tratti di uno dei primi orologi a includere una carta celeste, che raffigura il cielo notturno sopra Londra con 315 stelle e diverse costellazioni, oltre al tempo siderale.

Dopo la consegna nel 1921, la “Grosse Pièce” è rimasta nascosta agli occhi del pubblico per decenni, apparendo sporadicamente solo in note d’archivio e in rare fotografie fino agli anni ’90. La sua acquisizione da parte di Audemars Piguet permetterà a questo venerato segnatempo, testimonianza vivente del sistema di établissage della Vallée de Joux, di essere studiato e condiviso a livello globale.
Il futuro del capolavoro è già stato delineato: dopo un tour mondiale della durata di più anni in selezionate AP Houses e apparizione ad eventi speciali, la “Grosse Pièce” sarà infine esposta in modo permanente al Musée Atelier Audemars Piguet di Le Brassus. Come riportato da Hypebeast, Sebastian Vivas, Direttore Heritage e Museo, ha descritto la ricomparsa dell’orologio come un “momento storico per collezionisti e appassionati” e ha sottolineato l’entusiasmo di poterlo accogliere nella AP Heritage Collection.


[📷sothebys.com]

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