Contro Associated Newspapers, l’editore dei tabloid britannici “Daily Mail” e “The Mail on Sunday”, è stata intentata una causa da un gruppo di celebrità anche molto influenti. Secondo quanto riportato nei documenti ottenuti da “Variety”, il principe Harry ed Elton John, oltre a Elizabeth Hurley , Sadie Frost e la baronessa Doreen Lawrence di Clarendon, avrebbero intentato tre cause separate contro la società presso l’Alta Corte di Londra. Secondo un comunicato stampa del 6 ottobre condiviso con “E! News” dallo studio legale Hamlins (che rappresentano il principe Harry e Sadie Frost), queste “persone sono entrate a conoscenza di prove convincenti e altamente angoscianti che sono state vittime di attività criminali ripugnanti e gravi violazioni della privacy da parte di Associated Newspapers”.
Tale comunicato, infatti, accuserebbe la società di per ingaggiato “investigatori privati per posizionare segretamente dispositivi di ascolto all’interno delle auto e delle abitazioni delle persone, incaricare individui di ascoltare e registrare le telefonate delle persone”, oltre al “il pagamento di funzionari di polizia, con legami corrotti con investigatori privati, per informazioni privilegiate e sensibili”. L’editore è accusato anche per “l’impersonificazione di individui per ottenere informazioni mediche da ospedali privati, cliniche e centri di cura” e “l’accesso a conti bancari, storie di credito e transazioni finanziarie attraverso mezzi illeciti e manipolazioni”.
Di contro, un portavoce di Associated Newspapers ha condiviso sempre con “E! News” una dichiarazione nella quale afferma: «Confutiamo completamente e inequivocabilmente queste diffamazioni assurde che sembrano nient’altro che un tentativo pre-pianificato e orchestrato di trascinare i titoli di Mail nello scandalo dell’hacking telefonico riguardante articoli fino a 30 anni. Queste affermazioni infondate e altamente diffamatorie, basate su nessuna prova credibile, sembrano essere semplicemente un modo per far abboccare da parte dei ricorrenti e dei loro avvocati, alcuni dei quali hanno già portato avanti casi altrove».