«Luna, non mostri solamente la tua parte migliore, stai benissimo da sola, sai cos’è l’amore e credi solo nelle stelle». Ci sono venute in mente le parole di Gianni Togni vedendo ieri, mercoledì 1° aprile 2026, il razzo Artemis II alla “conquista” della Luna. Quel pianeta così lontano, ma così vicino, ha ispirato generazioni sognanti. Un amore che non si è spento dopo tutto questo tempo, ma che anzi è ancora vivo nei confronti della Luna. Sì, perché sono ufficialmente 54 gli anni di distanza dall’ultima volta dell’uomo sulla Luna. Un’infinità che, dopo numerosi rinvii, ha visto la NASA finalmente compiere l’impresa: il razzo è partito e, con esso, ovviamente tutto l’equipaggio di astronauti.
Come riporta The Guardian, «il razzo è ora in orbita attorno alla Terra e continuerà a farlo fino a giovedì, quando avverrà la manovra di iniezione translunare che lo indirizzerà verso la Luna, completando così il suo viaggio di 240.000 miglia». Sono quattro gli astronauti a bordo della capsula Orion, che saranno alimentati, come confermato da Houston, dai quattro pannelli solari dispiegati con successo. Era il dicembre del 1972 quando la missione Apollo 17 segnò l’ultima volta in cui degli esseri umani si sono diretti verso il pianeta. E ieri finalmente la prima parte della missione ha avuto successo. Più precisamente alle 18:35, ora locale in Florida, quando il razzo SLS (Space Launch System) della NASA è decollato dalla piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center.
Un volo di prova programmato: la missione durerà circa 10 giorni per gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese, Jeremy Hansen. Come si legge sul sito della NASA, «essendo la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA, tra i suoi obiettivi vi è la dimostrazione, per la prima volta, del funzionamento dei sistemi di supporto vitale con equipaggio e la formulazione delle basi per una presenza duratura sulla Luna in vista delle future missioni su Marte». Insomma, un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità. Sempre all’insegna del sogno di scoprire sempre di più dei pianeti che ci sembrano così lontani, ma che invece, grazie al lavoro della NASA, sono così vicini.
[📸 BACKGRID / Snapix]