In principio fu Barbie, che nel 2023 consacrò il rosa come colore simbolo di un intero immaginario pop. Poi arrivò Brat, l’estetica opposta firmata Charli XCX, che nel 2024 tinse tutto di un verde acido, ribelle e anti-patinato. La fine del 2025 e l’inizio del 2026, però, sembrano già avere un nuovo protagonista cromatico, impossibile da ignorare: l’arancione.
Il colore dell’ottimismo, associato all’energia, all’espansività e al buonumore. Una tonalità viva, istintiva, tra le preferite anche da Vincent Van Gogh, capace di catturare la luce e trasformarla in emozione pura. Non è un caso se questa sfumatura sta riemergendo con forza in ambiti molto diversi tra loro, dalla tecnologia al cinema, fino alla moda. L’iPhone 17, presentato in un’inedita variante arancione, ha subito catalizzato l’attenzione, mentre la promozione di Marty Supreme, uno dei film più attesi dell’anno, candidato a nove premi Oscar, ha costruito attorno a questo colore un vero immaginario visivo. A partire dal protagonista Timothée Chalamet, che ha accompagnato il lancio del film con il motto “Dream Big”, trasformando l’arancione in una dichiarazione d’intenti estetica.


A consacrarlo ulteriormente è stata Kylie Jenner, compagna dell’attore e icona di stile, che alla première di Los Angeles ha scelto un abito total orange firmato Chrome Hearts, perfettamente coordinato al look di Chalamet. Un momento moda che ha reso evidente come questa tonalità stia diventando il nuovo codice visivo del momento.

L’arancione, in realtà, fa parte da sempre dell’immaginario collettivo, anche grazie alla moda e a simboli diventati iconici, come le box di Hermès. In origine, Émile-Maurice Hermès, nipote del fondatore Thierry Hermès, aveva scelto il panna come colore distintivo del brand, per la sua somiglianza con la pelle. Intorno al 1935, però, le scatole iniziarono a virare verso un giallo più scuro, quasi senape, con bordi a contrasto. Il cambiamento definitivo arrivò nel 1945, in pieno periodo post-bellico, quando le difficoltà di approvvigionamento resero l’arancione uno dei pochi colori disponibili presso i fornitori. Una scelta dettata dalla necessità che finì per diventare uno dei tratti più riconoscibili e iconici della maison.

Oggi quella stessa tonalità calda e vibrante, che all’epoca nessun brand desiderava per il proprio packaging, torna al centro della scena. Lo dimostrano anche le passerelle: dalla Summer 2026 di Saint Laurent, allo show Winter/Spring 2026 di Alaïa, fino alla Spring/Summer 2026 di Prada, dove l’arancione è comparso con insistenza come accento cromatico dominante. Più che una semplice tendenza, sembra l’inizio di un nuovo mood visivo. Dopo il rosa e il verde, è l’arancione a raccontare lo spirito del tempo.



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