Se pensiamo all’Arabia Saudita, la prima cosa che ci viene in mente è il lusso, suddiviso tra alberghi, ristoranti e centri commerciali dove gli investitori e i grandi spenditori da ogni parte del mondo scelgono di spendere il proprio tempo e il proprio denaro. Eppure, in futuro, il Paese potrebbe puntare a una nuova, inaspettata risorsa: quella ambientale. Esiste infatti, nascosto tra le montagne nebbiose degli altopiani dell’Arabia Saudita, un villaggio vertiginoso, costruito tra vette verdeggianti e altissime; abitato solo da antichi appartenenti alle tribù locali Tihama Asir, riconoscibili per il loro abbigliamento tipico e per le corone floreali, per il resto possiamo definirlo un territorio per lo più inesplorato.
Stiamo parlando di Rijal Almaa, uno delle centinaia di villaggi archeologici parte della provincia poco turistica di Aseer, un’area grande quasi quanto l’Austria nell’angolo sud-occidentale dell’Arabia Saudita. La regione, che vanta un ricco patrimonio culturale, è caratterizzata da palazzi di fango scenografici con viste sulle cime delle montagne, pianure desertiche e spiagge incontaminate, oltre a siti storici e attività all’aria aperta senza pari in tutto il paese. Inoltre, considerando che i sauditi sono abituati ai mesi estive a temperature decisamente torride, questo “rifugio” montuoso potrebbe conferire una nuova e godibile freschezza, anche durante l’estate, non arrivando a superare i 32°.
Una combinazione di fattori che ha spinto sviluppatori globali e funzionari sauditi a immaginare un nuovo futuro per Aseer, affinché possa diventare una nuova punta di diamante del turismo locale. Sebbene al momento non ci siano ancora strutture di lusso di cui parlare, sia il fondo sovrano saudita, il Public Investment Fund (PIF), sia investitori privati stanno lavorando a piani regolatori del valore di miliardi di dollari per progetti che possano essere fruiti tutto l’anno. E a differenza dei grattacieli a specchio previsti per Neom o dei campeggi glamping ultra-lusso di AlUla, la strategia su cui puntare per Aseer è semplice: la natura.
«Si può soggiornare in montagna, fare snorkeling nel Mar Rosso, raggiungere il deserto in auto, tutto in poche ore», ha dichiarato a BOF Luis Gallotti, un investitore di Miami che sta sviluppando un resort di montagna ultra-lusso nella provincia saudita. Allo stato attuale, Aseer attrae meno di 100.000 viaggiatori internazionali ogni anno, un numero basso che, secondo i funzionari sauditi, ha un grande potenziale di crescita. La crescita dei visitatori aiuterà il Paese a più che raddoppiare gli attuali arrivi stranieri annuali, raggiungendo i 70 milioni entro il 2030. Nessuno sa che in Arabia Saudita esiste questo tipo di natura e questi paesaggi suggestivi, e che è possibile soggiornare nel paese senza soffrire per il caldo eccessivo.
Preoccupazioni per la sicurezza possono emergere dal momento che Aseer condivide un breve confine con lo Yemen, teatro di conflitti. Eppure, stando a testimonianze di viaggiatori che hanno esplorato il paese, hanno confermato che si sono sempre sentiti al sicuro. La sfida più grande, al massimo, è la mancanza di informazioni chiare che aiutino i potenziali visitatori a sentirsi sicuri nella pianificazione del loro viaggio, insieme alle riserve degli stranieri nel visitare la conservatrice Arabia Saudita, soprattutto in uno dei suoi angoli più tradizionali.
I progetti alberghieri in fase di sviluppo affronteranno un altro problema: la carenza di hotel di qualità. Nessuno degli alberghi attualmente disponibili è nemmeno lontanamente vicino a siti di pregio come le case sospese in arenaria di Al Habala: atterrando all’aeroporto internazionale di Abha, si può verificare che la maggior parte degli alloggi è concentrata nella città principale, Abha, in edifici fatiscenti con camere datate. Ciò che manca è compensato dal fascino e dalla cultura della città stessa, che conta 300.000 abitanti. Souk, villaggi in argilla e quartieri artistici sorgono tra ripide colline come quelle di San Francisco e Lisbona. Ma il fascino principale di Aseer è il suo territorio variegato, più remoto e incontaminato: sabbie dorate che si estendono tra creste rocciose nere, altipiani erbosi con pochi segni di sviluppo e spiagge tranquille lungo la costa del Mar Rosso.
Difficile anche il raggiungimento del paese di Rijal Almaa, eppure la scoperta di tanta autenticità e tradizione ne vale la pena. Luis Gallotti, investor dell’Amek Group, con sede a Miami, nel 2026 prevede di inaugurare un resort di montagna di lusso ad Aseer con oltre 80 camere d’albergo, 30 ville private e un’esperienza di sci d’erba, dove gli sci si fondono con le ruote per affrontare piste verdi che si estendono per circa 900 metri. Quando aprirà nel 2029, Gallotti prevede di integrare il resort nel nascente marchio Seven Legends di Amek, la cui missione è quella di avere un hotel in sole sette destinazioni con paesaggi mozzafiato. La prima aprirà nella Patagonia argentina, Aseer dovrebbe essere la seconda sede.
Le gare d’appalto per la costruzione di infrastrutture come l’elettricità per i picchi di Soudah dovrebbero iniziare quest’anno, quando diversi altri megaprogetti del regno, come la megalopoli di Neom, si trovano ad affrontare notevoli ostacoli di bilancio. Ma Aseer è un progetto urgente, perché ospiterà almeno alcune partite durante la Coppa del Mondo FIFA del 2034, per la quale i sauditi non possono permettersi ritardi.
[📷soudah.sa]