Cos’è un rito? Secondo la Treccani, “il complesso di norme, prestabilite e vincolanti la validità degli atti, che regola lo svolgimento di un’azione sacrale, le cerimonie di un culto religioso”. I veneti (e in quest’occasione, i veneziani) lo sanno descrivere con molte meno parole e con molta più facilità: il rito per loro è l’aperitivo.

Un termine che indica una bevanda ma che diventa momento di condivisione che ha regole ben precise, orari definiti (ma mai definitivi) e una ricetta che, al netto delle variazioni introdotte dall’estro personale, Aperol tramanda con grande precisione: 3 parti di Prosecco, 2 parti di Aperol, 1 parte di soda e una fetta di arancia. Quando non c’è il misurino, basta guardare il colore, arancione brillante: o così o niente.

Lo spritz diventa così il protagonista di rivelazioni clamorose, delle più fragorose risate, ma anche di una delle feste più sentite dai veneziani, la Festa del Redentore, occasione che ricorda la fine della terribile epidemia di peste che colpì Venezia tra il 1575 e il 1577. Dopo tutto questo tempo si festeggia ancora questa vittoria? Sempre. Quest’anno anche in compagnia di Aperol, l’aperitivo ufficiale della Festa del Redentore, che ha celebrato il legame che unisce il brand al proprio territorio di origine e ha reso omaggio a tutti i suoi appassionati consumatori con un tributo speciale, coinvolgendo anche un pool di influencer che ha avuto l’occasione di conoscere questa tradizione da vicino.
Partiti sabato 20 luglio 2024 da uno dei simboli più conosciuti di Venezia, ovvero il Ponte di Rialto, content creator come Mattia Stanga, Giorgia Malerba e Valentina Cabassi hanno attraversato Canal Grande per arrivare nel cuore del bacino di San Marco dove una piattaforma targata Aperol era pronta ad accogliere tutti i suoi guest e a dar loro il benvenuto con lo spritz (Aperol).

Davanti a loro, ondeggiavano una moltitudine di barche che a suon di reggaeton e hit estive italiane, attendevano l’arrivo della mezzanotte, momento clou della celebrazione. Probabilmente ancorate già dal mattino, si potevano sentire echeggiare i bicchieri dei brindisi tra amici mentre le onde della laguna si infrangevano tra le imbarcazioni mosse a ritmo di musica. Ogni barca aveva la sua e la laguna era diventata uno di quei mix estivi che le spiagge amano tanto trasmettere.
Tra tutte le voci, una predominava: Rose Villain, special guest dell’evento Aperol, che ha dato vita ad uno spettacolo tra sguardi d’intesa con il marito Sixpm e l’energia di “click, boom-boom-boom”. La musica è diventata così fil rouge (o meglio, arancione) della Festa del Redentore che Aperol ha portato in vita in una chiatta che ha trasportato tutti gli invitati in una dimensione di celebrazione “Serenissima” (proprio come Venezia).
Alle undici e trenta, qualcosa cambia: un primo botto silenzia l’intero Bacino di San Marco. Tutti alzano gli occhi al cielo, mentre la Basilica di Santa Maria della Salute, San Marco, San Giorgio Maggiore ma anche la luna piena, vengono colorati da uno spettacolo di luci che sembra non finire mai. Il momento pirotecnico ha così inizio (e sembra non avere più fine): ecco la Festa del Redentore. Qualcuno si avvicina alla chiatta Aperol e chiede se può avere degli spritz Aperol per i propri amici: ecco l’anima dei veneziani. L’eco dei suoni. Il mare che luccica di tutti i colori possibili. Il brindisi con i propri amici. “Senti il mio cuore fa così, boom-boom-boom“.