Solo poche ore dopo i Met Gala, uno degli eventi più glamour e importanti dell’anno, è stato pubblicato un nuovo libro riguardante la regina della moda, Anna Wintour. Dopo la biografia non autorizzata “Front Row: Anna Wintour: What Lies Beneath the Chic Exterior of Vogue’s Editor-in-Chief” e la ricostruzione che di lei si è fatta ne “Il diavolo veste Prada”, ora Amy Odell ha deciso di scrivere e pubblicare “Anna: The Biography”. Seppur non sia tecnicamente una biografia autorizzata, al momento non vede Anna Wintour esprimersi in merito ma, bensì, la direttrice di Vogue sembrerebbe essere rimasta fedele alla sua regola del silenzio. Dopo tre anni di lavoro e con un libro di 464 pagine, Amy Odell è riuscita a ricostruire l’infanzia e la gioventù della regina della moda più temuta al mondo.
“Anna” è un libro prodotto grazie alle oltre 250 interviste raccolte e a numerose ricerche d’archivio. Nel libro, Amy Odell riporta che Anna Wintour avrebbe avuto una reazione sorprendente nello scoprire che la sua ex assistente, Lauren Weisberger, stava scrivendo un romanzo su di lei – “Il diavolo veste Prada”, appunto -. «Non riesco a ricordare chi è quella ragazza» avrebbe detto la Wintour inizialmente, poi, sopo l’uscita del libro, l’ex caporedattrice di “Vogue”, Laurie Jones, rivelò che, nel leggere la storia da lei ispirata, Anna sembrava “un po’ confusa” ma che, comunque, “non ne era affatto infastidita”. L’amico William Norwich, invece, aggiunse che ad Anna Wintour “non importava davvero” del libro anche dopo che è quest’ultimo è diventato celebre, aggiungendo: «Non credo che Anna sia interessata al fenomeno culturale come il resto di noi. Tuttavia, ciò non significa che alcuni dei dettagli inclusi nel libro e nel film non fossero basati su dettagli della vita reale…».