Uscito sul finale dello show, timidamente, con una t-shirt dei Led Zeppelin, skinny jeans neri e blazer in pelle, Stefano Gallici, classe 1996, è il giovane direttore creativo che ha saputo, finalmente, dare una continuità convincente e ispirata ad Ann Demeulemeester, marchio di cui è direttore creativo dal 2023 e con cui è riuscito a intessere un dialogo atemporale proprio con la sua omonima e iconica fondatrice.
Quello di Ann Demeulemeester è un progetto unico, con dei codici talmente definiti e ispirati dalla personalità della stessa designer, che ha lasciato il brand nel 2013, ma che Gallici è riuscito a recuperare pur sovvertendo e adattando alle sue, di ispirazioni, con naturalezza poetica e coerente. Il designer e la stilista belga nutrono un rapporto di amicizia e stima reciproca: dopo gli studi allo IUAV di Venezia, Gallici si è trasferito ad Anversa, – la patria non solo di Demeulemeester ma di una precisa corrente che ha saputo trasformare il mondo della moda negli anni ’90-, lavorando presso Haider Ackermann. È durante gli anni in Belgio che il designer viene in contatto con la stilista, per cui nutriva da sempre una grandissima ammirazione, e quando si incontrano, scoprono immediatamente di parlare lo stesso linguaggio, pur essendo frutto di due generazioni diverse.
A unirli, in particolare, la passione per la musica. Impossibile dimenticare il legame tra Ann Demeulemeester e Patti Smith, ad esempio, e Gallici continua quello stesso approccio, che tuttavia, oltre ai capisaldi già dettati dal marchio, vuole continuare ad alimentarsi con stimoli sempre nuovi, partendo proprio dalla ricerca musicale, che resta una cifra stilistica importante delle sue collezioni. Lo stesso designer ha dichiarato che spesso, le sue ispirazioni, partono proprio dall’ascolto di un album piuttosto che immagini e moodboard e nel breve tempo della sua direzione creativa, ha già saputo riunire intorno al marchio una piccola community fatta di artisti e musicisti, che lui ama definire semplicemente amici. Il senso di collettività “underground” che gravita intorno al brand è tangibile, ma è soprattutto importante come testimonianza della possibilità che esistano ancora dei progetti capaci di restare in piedi senza piegarsi necessariamente alla massa.
La collezione Fall Winter 2025, presentata a Parigi ieri, 8 marzo 2025, è l’ennesima conferma delle capacità del designer di saper portare avanti un progetto così prezioso creando un ponte tra il passato e il presente del marchio . E quale modo migliore per comunicare universalmente se non con la musica? È lei la protagonista di questa collezione che unisce, i codici estetici iconici del brand, a una nuova wave che profuma di west-coast, di rock band Californiane, di grunge-core che sarebbe piaciuto tanto a Kurt Cobain. Il sartoriale resta un elemento importante, e lo ritroviamo su blazer da dandy costruiti sul corpo con perfezione, nei completi con gilet e pantaloni gessati, nei cappotti neri strutturati che sono da sempre un must-have. E ancora layering, con la maglieria effetto cut-out di maglioni oversize e poncho, ma anche nella decadenza di lavorazioni strappate. E ancora, camicie romantic goth con balze, pizzi lingerie su long dress boho, t-shirt drappeggiate e oversize. Sono look che ci riportano alla cultura indie sleaze dei primi anni 2000 ma che in realtà potrebbero essere adatti a ogni corrente e a ogni momento storico, perché scomposti rappresentano un unicum desiderabile.
La pelle, materiale che la stessa Demeulemeester è stata tra le prime a utilizzare, è ancora un punto forte della collezione, tra long skirt in pelle stringate, gilet e frange. Ma oltre al religioso utilizzo del nero, colore simbolo del marchio, insieme al bianco, non mancano incursioni come il denim sbiadito, il verde salvia e il marrone, testimonianza di un desiderio di evasione oltre gli elementi già riconosciuti come distintivi del brand. Oltre ai cappelli e alle fasce sulla fronte, elementi da sempre cari al brand, non abbiamo potuto fare a meno di notare la presenza di occhiali aviator custom di Ray-Ban. Che sia l’indizio di una nuova collab?
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