Arrestato lo scorso 30 dicembre in un’operazione guidata dalla polizia rumena con l’accusa di aver abusato di sei donne, costringendole a produrre video pornografici per siti specializzati, Andrew Tate è di nuovo nel mirino delle forze dell’ordine. Dopo lo scambio di tweet con Greta Thunberg diventato virale solo poche ore prima del fermo, l’ex kickboxer non sarebbe in realtà stato scovato dalla polizia grazie al cartone della pizza mostrato in un suo video. La portavoce dell’ufficio del procuratore antimafia DIICOT Ramona Bolla, infatti, già nelle ore successive all’arresto aveva dichiarato ad “Afp”: «Per determinare se una persona si trova nel paese o meno, usiamo metodi diversi. Il fatto che [Andrew Tate] abbia pubblicato un video quella notte che mostrava una scatola di Jerry’s Pizza ci ha solo confermato ciò che già sapevamo».
Ad oggi, sembrano emergere nuovi sviluppi sul caso dell’ex lottare che, nel suo primissimo tweet rivolto all’attivista svedese, aveva parlato del gran numero di auto in suo possesso e delle loro relative emissioni dannose per l’ambiente. Ecco, proprio quelle stesse auto, tra cui una Bugatti Chiron da 2,9 milioni di dollari, due Ferrari e una Porsche, oltre a una Rolls-Royce Wraith e un’Aston Martin Vanquish S Ultimate per un totale di 11 veicoli, secondo quanto riportato anche dal “New York Post” sarebbero ora state sequestrate dalle autorità rumene in relazione alle accuse mosse contro di lui.