Secondo quanto riferito dai figli Edoardo, Ludovico, Victoria e dalla famiglia, Andrea Purgatori è morto in questa mattina del 19 luglio a Roma a causa di una malattia fulminante. Giornalista, sceneggiatore, autore ma anche cronista e inviato, il suo nome è passato alla storia, tra le altre cose, per aver portato avanti l’inchiesta legata alla strage di Ustica nel 1980, caso che è rimasto aperto anche grazie al suo impegno. Famoso per i suoi reportage, è stato anche docente di sceneggiatura, oltre ad aver condotto il programma “Atlantide” su La7 – dove ha iniziato come inviato – e, recentemente, ha partecipato al docu-film “Vatican Girl” sul caso di Emanuela Orlandi.
Per anni si è occupato di terrorismo e criminalità al “Corriere della Sera” e proprio sulla testata il giornalista Paolo Conti, amico e collega di Andrea Purgatori, lo ricorda con queste parole in occasione del giorno della sua morte: «Andrea aveva continuamente intuizioni controcorrente. Sapeva che una cronaca come la nostra, che doveva fare i conti con concorrenti storicamente molto radicati nel territorio, poteva attirare lettori solo giocando di contropiede, sorprendendoli continuamente. […] Si potrebbero scrivere intere pagine sulle inchieste di Andrea Purgatori, sul suo stile, sulla sua classe professionale e umana, sul suo amore per la vita, per i tre figli e anche per le occasioni di felicità e di bellezza che l’esistenza può offrirti.»