Un po’ per scarsa conoscenza della lingua, un po’ per la musicalità del cantato che ci inganna. Sono le canzoni storpiate, fenomeno “molto italiano” che ci vede protagonisti un po’ tutti. Parole sostituite ad altre. Ci trasformiamo in piccoli Celentano, come in “Prisencolinensinainciusol”, affidandoci all’istinto che vince sempre quando parte il ritornello del tormentone o della canzone iconica. E gridiamo a squarciagola quello che ci sembra inequivocabilmente il testo originale della canzone. In realtà però non lo è! Da “YMCA” a “Dragostea Din Tei”, fino a “I Don’t Want to Wait”, sono tantissimi i pezzi storpiati.
Anche voi cantate la sigla di Dawson’s Creek dicendo “anouanouei”?