Dopo la tragica morte del padre Maurizio, ucciso nel 1995 per mano di Benedetto Ceraulo – assassinio che ebbe come mandante la madre, Patrizia Reggiani -, Allegra Gucci ha deciso di parlare per la prima volta e di raccontare la sua verità nel libro “Fine dei giochi. Luci e ombre sulla mia famiglia”, in uscita il prossimo 15 marzo. La figlia dell’imprenditore, inoltre, ha rilasciato un’intervista a “Vanity Fair” per far luce sulla sua vita di ieri e su quella di oggi.
«L’assassinio di mio padre e l’incarcerazione di mia madre sono stati per me uno tsunami. Avevo 14 anni e venni travolta dall’onda: in quei momenti, cercavo solo una bolla per respirare mentre intorno avevo solo squali» ha dichiarato Allegra, che aggiunge: «Sono figlia di un padre assassinato, di una madre incarcerata e nipote di una stronza (…). Mi fidavo ciecamente di mia nonna Silvana, ma presto ho capito che per lei esistevano solo il denaro e il potere che ne discende».
In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, inoltre, Gucci parla anche del complicato rapporto che inevitabilmente la lega alla madre Patrizia, figura ambigua e complessa, alla cui innocenza, inizialmente, l’Allegra ragazzina credette pur vacillando. «E poi, un giorno, in televisione ha fatto una mezza ammissione. L’ho chiamata, chiedendole spiegazioni. Alla fine, è sbottata: “Insomma, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto solo per voi due”. Dunque qualcosa aveva fatto. Ho sentito il vuoto sotto i piedi. Una voragine».
Allegra sottolinea inoltre il perché sia arrivata solo ora alla decisione di raccontarsi, «Sulla mia famiglia sono state dette tante cose non veritiere. E poi è arrivato “House of Gucci”, il film di Ridley Scott, una pessima caricatura: è stata la molla. Ho voluto dire la mia. Lo devo a mio padre, che non ha più voce, e ai miei due figli: vorrei che, crescendo, attingessero ai fatti raccontati dalla mamma». E a “Vanity”: «È la mia lettera a mio padre Maurizio. Perché mio padre Maurizio è sempre qui».