Alexander McQueen SS26: la sexyness è audace tra romanticismo dark e influenze tribali

Quello che Seán McGirr sta cercando di fare con l’immensa eredità di Alexander McQueen è un lavoro di ricerca introspettiva più che iconografica. Questo riservato ragazzo irlandese, salito alla ribalta dal nulla – era designer nell’ufficio stile di JW Anderson e circa due anni fa eletto direttore creativo del marchio – sta infatti cercando di tirare fuori l’essenza pura del McQueen style, una linfa vitale, un’attitude, un atteggiamento che in qualche modo possa portare avanti non solo la storia del brand ma anche lo spirito del suo fondatore. Ovvero lo spirito di Lee McQueen ragazzo geniale e tormentato, ribelle ed emarginato, sognatore e provocatore genuino, tristemente e precocemente scomparso eppure unanimemente ricordato come uno dei designer più rivoluzionari, talentuosi e inimitabili che la moda abbia mai conosciuto.

Ecco, McGirr cerca di omaggiare il brand senza in alcun modo provare a “imitare” la magnificenza del suo iconico fondatore ma piuttosto provando a portarlo avanti con uno spirito di giovinezza contemporanea e controcorrente, dove i tratti distintivi di McQueen, tra romanticismo grunge, teatralità e lirismi oscuri, rivivono all’insegna di una nuova linfa vitale, cosmopolita, fluida e dinamica. La collezione SS26, presentata questa sera a Parigi, è un’affermazione tagliente di questa cultura giovanile sfrontata e bramosa di vita, dove chiari e scuri, passato e presente, romanticismo e dailywear si incontrano e trovano un comune denominatore nella sensualità. Anzi, a dirla ancora meglio, nella sexyness vera e propria, perché sexy è il primo aggettivo che ci viene in mente. Non una sensualità matura, “femmina” e calibrata, ma la sexyness dell’incoscienza, della sperimentazione, dell’audacia trasgressiva ma mai volgare.

Sexy è il lato B mostrato dai pantaloni a vita bassissima, i capezzoli esibiti senza finti pudori; è nelle mini super mini, nei corsetti stringati, nei perizoma a vista, nelle pance scoperte. A tutto questo, si unisce un’allure di romanticismo direttamente dal passato, che ritroviamo nelle Napoleon jacket con alamari a vista, nelle camicie con colli gorgiera, nel tailoring stile militare reinterpretato in chiave rock, nelle stampe tapestry. Le donne di McQueen by Seán McGirr sono guerriere urbane punk e romantiche, bohémienne ed erotiche, con capelli messy e occhi bistrati di nero. Accenni di tribal chic si ritrovano nei long dress finali, abiti da vestale iper coreografici ma dalle silhouette esotiche e antiche al tempo stesso; come se le cool girls di Londra del 2025 fossero adepte al culto della Wicca o qualcosa del genere. Sicuramente c’è una componente di esoterismo seducente e frizzante, stemperato dal dailywear composto da denim e biker jacket, in una miscela accattivante perfetta per una strega moderna.

[📷 Instagram: alexandermcqueen]

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