Alessandro Michele: quali sono le sue creazioni più iconiche per Gucci?

Alessandro Michele ha lasciato il suo segno indelebile all’interno di Gucci, in 7 anni di magia e slanci creativi sorprendenti. Sotto la sua direzione creativa, i valori del marchio di moda fiorentino si sono elevati fino a sfiorare tematiche cruciali e delicate, come l’incisività e la sostenibilità ambientale. Nel design, l’ondata di freschezza di Alessandro Michele si è trasformata in richiami sognanti, bagni di luce, dettagli floreali e texture sbarazzine ed eternamente giovani. Lo stile androgino e privo di barriere dello stilista, inoltre, ha immerso tutta la maison in un’aura surreale e ricca di spunti variopinti, fino ad allora estranei al brand made in Italy. Ma quali sono le sue creazioni più iconiche, su cui puntare per il futuro?

L’estetica di Alessandro Michele fonda le sue radici nell’immaginario dei film cult, e nel corso dei 7 anni di direzione creativa sfocia in dei veri e propri richiami ai capolavori del cinema d’autore. Da “Shining” a “I Tenenbaum”, le proposte di Gucci rievocano le scenografie più celebri dei registi che hanno fatto la storia del cinema degli ultimi 50 anni. L’autunno inverno 2015 di Gucci ha portato in scena dei look dai toni vintage alla Margot Tenenbaum, tra completi di capispalla furry, baschi e lunghi abiti plissè. Tra le proposte, spiccano i loafer Princetown rielaborati in una versione sfacciata e a dir poco peculiare: i classici mocassini-slipper in pelle nera vengono foderati di pelo sintetico, mantenendo il classico morsetto dorato sulla parte anteriore. Ma un altro accessorio memorabile di Alessandro Michele è senza dubbio la borsa a tracolla Dionysus GG, nella re-edition del 2016: la texture monogram Gucci viene arricchita da stampe floreali e patch paillettate dai toni pop e i colori sgargianti.

Emblematica e indimenticabile anche la collezione autunno inverno 2018, con i modelli che sfilano reggendo cuccioli di drago e calchi della propria testa. I fiori di Alessandro Michele invadono tutta la passerella, abitando camicie in seta, completi eleganti e sartoriali e lunghi cappotti con decorazioni brillanti. Ma non è solo il cinema, l’ispirazione dello stilista romano: i suoi anni alle redini di Gucci hanno testimoniato moltissime collaborazioni importanti con cantanti di spicco, da Rihanna ad Harry Styles. Billie Eilish è stata la regina delle casacche monogram, che su di lei hanno interpretato il logo della casa di moda fiorentina nelle nuance più vibranti e catchy: dal classico beige e marrone al verde fluo in contrasto con il nero, la giovane cantautrice ha sfoggiato, nel corso degli anni, una delle silhouette must have più desiderate di Gucci.

Ma quella di Alessandro Michele è stata anche l’era delle “Incursioni e Contaminazioni” di Gucci Aria: una collezione sperimentale e pop in cui lo stilista riflette sulla tradizione del brand e la contemporaneità. Imperdibile la pochette rigida a forma di cuore anatomico, sfoggiata anche da Jared Leto in occasione della premiere di “House of Gucci”, ma gli item più lussuosi sono quelli in liaison con Balenciaga. Alessandro Michele e Demna Gvasalia hanno collaborato insieme per una collezione che fonde lo streetwear al lusso evergreen, con una serie di capi dai codici ibridi e innovativi. Il pezzo più iconico? Senza dubbio la borsa Hourglass di Balenciaga, ricoperta dalla texture monogram di Gucci!

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