Alessandro Michele debutta da Valentino omaggiando l’archivio della maison, ma il risultato è un eccesso ridondante che stona con la contemporaneità 

“Pavillon Des Folies”. Con una grafica che sembra recuperare qualche vecchio flyer del Piper Club di Roma, questo il nome della collezione SS25 di Valentino che ha segnato il definitivo debutto di Alessandro Michele alla direzione creativa. Una sfilata attesa da molti, forse l’appuntamento più atteso di questa fashion week, e che oggi, 29 settembre 2024, ha visto la sua concreta messa in scena. Michele aveva già lasciato intendere con la Pre-Collection Spring Summer 25 a quale momento specifico della storia della maison italiana fondata da Valentino Garavani avrebbe fatto riferimento, che è poi l’estetica che meglio rappresenta la sua essenza e il suo gusto. Siamo a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70; Roma, Via Veneto, iper decorativismo tratto da influenze esotiche e lontane, e sofisticata ricercatezza del più autentico Italian style. 

Premettiamolo subito: Alessandro Michele si è rifatto eccome agli archivi della maison, e chi pensa che il suo lavoro non abbia recuperato parte dell’heritage di Valentino si sbaglia di grosso. In una cornice suggestiva di mobili d’antiquariato ricoperti di teli bianchi, in passerella Michele ha portato il massimalismo iper decorato, l’orientalismo, accenni bohémienne, romanticismo con un approccio più simile alla couture che al prêt-à-porter ; una collezione ricchissima, in termini di look quanto di dettagli di minuziosa artigianalità manifatturiera. Forse fin troppo ricca. Forse oseremmo dire ridondante. Premesso che il lavoro fatto sia stato di altissima qualità e dedizione, il risultato di tutto lo show risulta pesante e decisamente anacronistico con la contemporaneità. 

Va bene non doversi piegare alle leggi imperanti del “quiet luxury” che dominano il marketing mondiale, ma c’è da chiedersi anche in maniera concreta chi possa davvero mai acquistare una collezione così. Valentino Garavani disegnava certe creazioni per principesse ed esponenti del jet set internazionale, oggi chi sarebbero i destinatari di questi look che necessitano grandissima personalità per essere indossati? Michele resta una persona dal patrimonio culturale vastissimo, e le sue visioni e le sue influenze sono un tesoro raro che, tuttavia, dovrebbe imparare a far interagire con i bisogni della società odierna. Abbiamo bisogno di evasione e creatività, ma questo non deve necessariamente coincidere con una sfilata prolissa, eccessiva, anacronistica. A un certo punto, il bisogno di evasione, si è tradotto da un’irrefrenabile voglia di abbandonare lo show per prendere una boccata d’aria.



[📷 Getty Images]

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