Alessandro Gualtieri, il naso non è tutto, serve anche personalità: intervista al maestro profumiere

I dati parlano chiaro: nel vasto mondo della bellezza, che sembra essere immune dalla crisi del lusso, uno dei settori in maggiore crescita è senza dubbio quello della profumeria. Se “nicchia” in questo contesto può sembrare un termine azzardato, la sua crescita è innegabile. In particolare tra i più giovani, c’è una tendenza sempre più forte verso fragranze ⁠che si distaccano da quelle commerciali non tanto per la qualità, ma per l’unicità che le caratterizza. Oggi, così come nel campo della moda, l’unicità è diventata una vera necessità, soprattutto per i consumatori più giovani.

Il profumo infatti è come un capo d’abbigliamento: lo scegliamo, lo indossiamo, lo cambiamo, anche più volte al giorno. È un’estensione della nostra personalità, una dichiarazione chiara e precisa di chi siamo e come ci sentiamo. C’è chi sceglie fragranze per esprimere la propria parte sensuale, chi quella più introspettiva, chi cerca un’impronta più audace… e perché non tutte insieme? A volte non servono parole per raccontare qualcosa di noi: un profumo accuratamente scelto, o anche istintivamente deciso, può farlo in modo sorprendentemente eloquente.

Secondo gli ultimi dati la profumeria di nicchia in Italia rappresenta ormai il 30% del mercato delle fragranze, con un fatturato che nel 2023 ha superato i 310 milioni di euro. Questi numeri corrispondono al 2,7% del business della bellezza sul mercato interno, oltre al 14% del fatturato delle profumerie e più del 30% delle vendite di fragranze. I brand proliferano, ma ciò che resta immutato è la figura del “naso”, colui che crea questi profumi. Il naso, o anche maître parfumeur, è ⁠l’artista che fa dell’olfatto il suo alleato, e della creatività la sua ispirazione.

Tra i nasi più celebri in Italia, Alessandro Gualtieri è uno di quelli che ha saputo coniugare perfettamente creatività ed esclusività. Con i brand Nasomatto e Orto Parisi ha portato la profumeria a un livello superiore, e il motivo è subito chiaro. Se cercate un profumo che possieda una vera personalità, quelli creati da Gualtieri sono senza dubbio ciò che fa per voi, perché lui stesso è una persona di grande personalità.

«Faccio parecchia fatica ogni volta che devo parlare del mio lavoro. Penso che un buon lavoro debba parlare da solo», ci ha raccontato. Se l’arte della profumeria è una fusione di scienza e creatività, Alessandro Gualtieri non si riconosce in nessuna delle due definizioni: «Il mio lavoro parte da esperienze personali, legate principalmente alla materia e alle situazioni che incontro o che creo nella mia vita. La mia storia si intreccia inevitabilmente con le mie creazioni, perché non potrei separarmi da ciò che sono. Ogni profumo è una parte di me, un racconto che si sviluppa attraverso la percezione sensoriale».

Molte delle sue creazioni sono ormai diventate vere e proprie icone nel settore della profumeria. Il suo lavoro parla un linguaggio personale eppure così incredibilmente universale, dove è innegabile che il legame tra fragranza e personalità di chi la sceglie si intreccia con la storia del naso che l’ha creata: «Il mio lavoro è uno sfogo personale, un modo per esprimere emozioni, stati d’animo e visioni che mi attraversano. Detto ciò, credo che una fragranza possa evolversi insieme alla persona che la sceglie. Ogni individuo porta con sé una propria storia, e la fragranza che sceglie può, in qualche modo, riflettere e amplificare quella narrazione».

Un altro tema molto discusso nel mondo della profumeria è quello che distingue la profumeria di nicchia dalla profumeria commerciale. Sebbene possano sembrare mondi lontani, oggi le differenze tra questi due ambiti si stanno assottigliando sempre di più. Alessandro Gualtieri ci ha spiegato che «La nicchia è nata anni fa per rispondere al bisogno profondo di chi desiderava andare oltre le convenzioni del mercato dell’epoca. Oggi, tuttavia, la nicchia si è fusa con il settore commerciale e viceversa, e, salvo rare eccezioni, non riscontro alcuna differenza, né sul piano creativo né su quello qualitativo, rispetto alla profumeria tradizionale».

Il mercato delle fragranze ha subito un’espansione incredibile negli ultimi anni, con una varietà quasi infinita di opzioni. Ma scegliere un profumo che rappresenti davvero la propria identità, senza cadere nella trappola delle mode del momento, per Gualtieri «È questione di avere la passione di dedicare tempo nella ricerca personale. Ciò significa uscire dai sentieri battuti dai social e dal mercato. Andare a provare sulla propria pelle, e aspettare che una voce ti richiami all’acquisto. È un istinto».

La percezione di una fragranza cambia drasticamente a seconda di chi la indossa. Il fattore chimico e biologico che rende una fragranza universale e allo stesso tempo personale è essenziale. Gualtieri ci dice: «⁠Anche nel mondo dell’olfatto esistono linguaggi universali, diretti o indiretti». E cos’è l’avanguardia, se non un passo avanti che anticipa le tendenze? «L’avanguardia è qualcosa che sta avanti, che non segue, ma che anticipa. È un modo di esprimere nuove visioni». 

Tra visione e creatività, il suo lavoro non subisce arresti, così come il settore in cui si inserisce. Ma non chiedetegli qual è secondo lui il motivo di questa continua ascesa della profumeria, perché non ne ha idea.

[📸 Courtesy of Nasomatto; Orto Parisi]

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