A pochi mesi dalle dichiarazioni con le quali denunciava non solo la mancanza di personale nei ristoranti, ma anche, forse, la scarsa voglia dei ragazzi di fare delle rinunce e di faticare, Alessandro Borghese è tornato sull’argomento in una nuova intervista rilasciata al “Corriere della Sera”.
«Sono alla perenne ricerca di collaboratori, ma fatico a trovare nuovi profili» dichiara lo chef protagonista di “4 ristoranti”, che aggiunge: «La pandemia ci ha messo del suo, vero. Con le chiusure reiterate tante persone hanno avuto la possibilità di rivalutare lo spazio in famiglia. E scelto di cambiare mestiere per disporre di più tempo che, oggi, è la prima moneta. Il principale problema, però, sta nel cambio generazionale: mancano la devozione al mestiere e lo spirito di sacrificio».
Il settore della ristorazione – e non solo – da tempo denuncia questa problematica che, se per alcuni è prettamente legata alla volontà dei ragazzi di poter godere del proprio tempo libero, dopo anni che ci hanno privato completamente della socialità, per altri è invece strettamente connessa alla mancanza di passione e di voglia. Le parole di Borghese, infatti, come riporta ancora il Corriere, sono avvalorate anche da molti altri suoi colleghi, i quali sostengono: “Non c’è abbastanza personale”, “Non riceviamo più curriculum”, “Non c’è né voglia né umiltà”. Borghese, a tal proposito, continua dicendo: «I ragazzi, oggi, hanno capito che stare in cucina o in sala non è vivere dentro a un set. Vuoi diventare Alessandro Borghese? Devi lavorare sodo. A me nessuno ha mai regalato nulla. Mi sono spaccato la schiena, io, per questo lavoro che è fatto di sacrifici e abnegazione. Ho saltato le feste di compleanno delle mie figlie, gli anniversari con mia moglie. Ho nuotato con una bracciata sempre avanti agli altri perché amo il mio mestiere».