È uno dei volti più apprezzati della televisione, tra “La Vita in diretta” e “Ballando con le stelle”. Affermato anchorman del TG1, in passato, noto giornalista, speaker radiofonico, e anche scrittore. Sabato 25 gennaio 2025, Alberto Matano ha presentato il suo romanzo, “Vitamia”, presso il Mondadori Store di Milano, accompagnato da Daria Bignardi e Tommaso Sacchi. Una storia di amore universale, ambientata tra gli anni ‘90, a Roma, e i nostri anni. Al centro le vicissitudini di Rocco, studente di Giurisprudenza, arrivato da Siracusa nella Capitale, e della sua fidanzata Giulia. Un sentimento così grande da sembrare quasi un sogno. Almeno fino a quando trova in Davide, studente di Lettere, un amico, un fratello e forse qualcosa di più.
L’affetto del pubblico
Ed è proprio questa storia che ha già raccolto un affetto incredibile, quasi inaspettato per Matano. «Nel senso che l’affetto nei miei confronti lo sento ogni giorno dal pubblico e mi emoziona sempre. Non mi aspettavo questa risposta così viva, partecipata, affettuosa, entusiasta rispetto a quello che ho scritto. Ogni giorno ricevo decine di messaggi sui social di persone che leggono il libro e sono pazze di gioia, vogliono il seguito e io non me l’aspettavo e quindi mi sorprendo. Ed è bello sorprendersi sempre, senza mai dare nulla per scontato. Quindi anche questo libro è un grande regalo, un grande viaggio, che mi riempie proprio di buona energia».
Showman, perché no?
Energia che trasmette anche in tv, dove, come dicevamo, è uno dei volti più apprezzati. Lì ha mostrato di saper fare tutto, ma una cosa vorrebbe mostrare finalmente. «Mi piacerebbe mostrare delle doti da showman, che magari dopo i 50 anni è il momento. “Ora o mai più”, come la trasmissione di Rai 1 che celebra i talenti in ombra e le glorie. Ora o mai più, quindi prima di subito mostrare questo lato da entertainer». Magari anche sul lato musicale? «Ma sì, perché no? Studiare per fare. Ho ballato a “Ballando con le stelle” studiando poco, ho fatto del mio meglio. Però sì, sempre studiare per migliorarsi, improvvisare, ma dal momento che non ho il dono della voce o del ballo, studiando un po’…».
La musica come elemento fondamentale
Quella musica già al centro della sua vita e del suo romanzo, a partire dalla copertina dove compare l’opera di Francesco Vezzoli, “Portrait of Antinous as a Rock Star”, con il celebre fulmine di David Bowie. «La musica è fondamentale nella mia vita. Non posso concepire una vita senza musica, senza una colonna sonora quotidiana. E poi la cosa che mi piace è spaziare perché ascolto di tutto. Dalla musica barocca alla dance più spinta. Quindi è una scelta musicale molto vasta. Molto internazionale, devo dire, per formazione. Però ho delle eccezioni come Battiato che non posso non contemplare nella mia playlist». Canzoni che fanno quasi da colonna sonora alle vite di Rocco, Giulia e Davide, che sembrano quasi una playlist personale dell’autore. «Sì, assolutamente sì. Alla fine sai, quando scrivi un libro non c’è niente che non ti rappresenti. Anche i personaggi quelli più ostici, più fastidiosi. Un po’ di te c’è sempre. Un po’ dello scrittore c’è dappertutto. Nelle tracce di qualsiasi personaggio, qualsiasi scena, qualsiasi dialogo. Alla fine c’è sempre il narratore che si camuffa».
L’amore più grande di ogni definizione
E se il narratore si camuffa dentro ogni cosa che scrive, è altrettanto vero il messaggio di fondo del libro, interpretato e ovviamente condiviso da Matano personalmente: quello dell’amore più grande di ogni definizione, frase che si legge nella quarta di copertina. Ma quanto manca al nostro Paese per concepire una cosa così naturale, pura e libera nella sua totalità?
«Io direi che non è un fatto del nostro Paese, è un fatto universale. Dobbiamo tutti renderci conto che l’amore è il motore della vita e che nessuno può giudicare, catalogare, inscatolare, condannare l’amore. E allora secondo me, rispetto al tempo del libro, che è un tempo diciamo lontano, oggi tutto questo è già una realtà. Poi ci sono gli odiatori, ci sono i violenti, ci sono i bulli, ci sono gli omofobi. Ma la gran parte del mondo, la gran parte della società è una società aperta e i giovani sono liberi, i giovani vogliono amare, vogliono vivere. Allora questa è la speranza. E io, se con questo libro, con la mia testimonianza, con la mia vita, con il mio lavoro, posso soltanto contribuire con un granello di sabbia affinché questo si realizzi, allora ho compiuto la mia missione di persona, di essere umano, di cittadino e di uomo».
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