Nel maestoso scenario di Palazzo Donizetti, proprietà e sede milanese del Gruppo AEFFE, la Milano Fashion Week inaugura la sua edizione con un evento destinato a scrivere un nuovo capitolo nel panorama della moda italiana. Lorenzo Serafini, recentemente nominato direttore creativo di Alberta Ferretti, debutta con la sua prima collezione per la FW25, segnando l’inizio di un capitolo innovativo per la maison. Un esordio che non solo rappresenta il passaggio di testimone dall’omonima fondatrice a Serafini, ma anche l’integrazione del marchio Philosophy nell’universo di Alberta Ferretti, con l’intenzione di fondere romanticismo senza tempo, filosofie affini e contemporaneità. Tra balze, silhouette fluide e dettagli sofisticati, Serafini ridefinisce il DNA del brand, aprendo le porte a un futuro in cui tradizione e attualità si intrecciano con raffinatezza.
Fin dai primi look, la narrazione svela il desiderio di un’eleganza sottile e sussurrata, fatta di dettagli studiati e silhouette che accarezzano il corpo senza mai costringerlo. Ad aprire la passerella sono i prairie dress vaporosi con spalline sottili, talvolta abbinati a cappotti oversize, evocando un’idea di femminilità spensierata ma concreta. Le balze, protagoniste lungo gli orli di abiti e capispalla, si ritrovano anche sulle maxi tute in organza, dove il movimento si amplifica con scollature profonde e stratificazioni. Anche il tailoring scrive un capitolo imponente: tailleur pantalone scollati con revers lucidi alternano rigore e seduzione consapevole, mentre i set sheer giocano con la trasparenza, esaltando il concetto di sensualità minimale, leitmotiv della FW25 di Alberta Ferretti. Serafini dimostra di saper rileggere i codici del brand con un twist contemporaneo, amalgamandoli con la visione di Philosophy, tra intrecci diagonali sulle scollature e long dress monospalla in seta. La palette cromatica si muove su toni neutri come nero, panna, grigio e cipria, con incursioni di fango e arancione desaturato, interrotte da cappotti blu vitaminici che accendono la passerella.
Il formalwear viene destrutturato e reinterpretato in chiave office siren style, con texture sheer abbinate a giacche in panno oversize e set in tweed dal taglio asimmetrico. Gli abiti peekaboo senza spalline e i long dress in paillettes celebrano invece una sensualità sofisticata, mentre le cappe impreziosite e le tasche a vita bassa aggiungono un tocco couture alla collezione, così come le boutonnière appuntate su top e blazer. E nella poetica visione di Serafini, anche gli accessori rafforzano la nuova identità del brand: sabot in pelle, stivali flat e calzature in cuoio nelle nuance del marrone, nero e cipria, abbinati a borse geometriche, completano ogni look con discrezione.
Il finale emozionante suggella questo passaggio di testimone con un abbraccio intenso tra Alberta Ferretti e Lorenzo Serafini, un momento carico di significato che celebra il rispetto per la tradizione e l’entusiasmo per il futuro della maison.
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