Con la sua imponente ma asettica struttura, caratterizzata da un’immensa rampa di scale a spirale disegnata da Frank Lloyd Wright, il Guggenheim Museum è uno dei luoghi simbolo di New York. E, a pensarci bene, probabilmente non vi è nel mondo alcun capolavoro architettonico che possa meglio rappresentare le silhouette di Maison Alaïa. Due linguaggi visivi così complementari che, quando Pieter Mulier ha portato ieri sera, 6 settembre 2024, la propria collezione “Winter/Spring” 2025 proprio all’interno del museo, l’unica cosa che ci è venuta spontaneamente da pensare è stata: “semplicemente perfetto”.
Tutto è nato da un abito già divenuto icona della maison, “La Robe Spirale”, un capolavoro di vera e propria ingegneria della collezione Couture FW 2024, che è balzato agli onori della cronaca quando è stato indossato da Zendaya lo scorso febbraio 2024 per il tour promozionale di “Dune” a Parigi. I dirigenti del museo Guggenheim sono rimasti talmente colpiti dal vestito da contattare personalmente Mulier per complimentarsi; lui, dal canto suo, quando è stato deciso che il brand avrebbe sfilato a New York per la nuova collezione, ha chiesto se fosse possibile celebrare questo grande ritorno nella città americana utilizzando proprio il museo come location.

In effetti, è la prima volta che il Guggenheim ospita una sfilata al suo interno, e lo ha fatto collaborando con un marchio che non solo si fonde perfettamente con tutta la struttura, ma che ha regalato agli ospiti e a tutti gli spettatori uno show unico, che sicuramente passerà alla storia. Con un cast di modelle “top”, come Vittoria Ceretti e Kendall Jenner, e un parterre di guest star del calibro di Rihanna – giunta al front row con una creazione Alaïa scintillante e con strascico –, Mulier ha riconfermato ancora una volta la sua straordinaria capacità di rendere omaggio a un designer geniale quale Azzedine Alaïa, ma soprattutto di creare collezioni vibranti, dove le silhouette sperimentali incontrano la sensualità, e dove l’approccio “ingegneristico” si fonde con l’expertise manifatturiera per realizzare capi che non hanno eguali.

Anche in questa collezione, Mulier riprende le modalità adottate già nella precedente, la Fall/Summer 2024: l’uso di bottoni e cerniere è stato abbandonato per lasciare spazio alla sofisticata tecnica dell’unico filo, utilizzando un unico filato di lana merino. Un esperimento riuscito nella precedente spettacolare sfilata, che si riconferma vincente anche in questa nuova stagione.
Tra hooded dress, che ci riportano al debutto anni ’80 di Azzedine Alaïa proprio nella città di New York, gonne puff, linee scultoree e in continuo divenire, volumi astratti – come quelli dei capispalla in faux fur dai colori pop e indossati come pezzo unico – e un minimalismo etereo, caratterizzato da sensualissimi dettagli cut-out, la leggerezza prende ora le forme di crop top asciutti, ora attraverso l’utilizzo del denim, che si fa dinamico e tridimensionale. Lo show è stato un tripudio dell’autentico esprit della maison parigina, a cui Mulier ha conferito un nuovo contributo di continua ricerca e sperimentazione, per la realizzazione di abiti che sono sia capolavori artigianali, sia estremamente desiderabili. Enfatizzano il corpo seducentemente, ma al tempo stesso non scadono mai in una seduzione ovvia; sono abiti che si fondono con il corpo stesso, diventando un tutt’uno, e seguono i suoi movimenti e gesti, a volte scoprendolo, a volte avvolgendolo, ma mai costringendolo.

Quello di Alaïa a New York non è un debutto, ma un ritorno. Fu proprio qui che Azzedine mosse i primi passi facendosi conoscere dal grande pubblico, nel 1982, con una sfilata/presentazione da Bergdorf Goodman, a cui seguì una seconda, ben più spettacolare, nel 1985, montando uno spettacolo teatrale presso la discoteca Palladium, allora di proprietà di Steve Rubell e Ian Schrager, sulla scia del loro successo con il celebre Studio 54. Lo stesso Mulier è molto affezionato alla città, dove ha dichiarato di aver trascorso uno dei periodi più felici della sua vita, quando era designer per Calvin Klein.


Stando sempre a quanto riportato dalla maison, l’avventura di Alaïa con New York non vuole concludersi con la sfilata; il marchio della società Richemont ha infatti in programma una serie di eventi esclusivi previsti per il weekend, nel clima di generale frenesia della New York Fashion Week. Mulier, dopotutto, sembra molto felice di restare ancora un po’ nella Big Apple e, a giudicare dallo show che ha regalato ieri sera al museo Guggenheim, anche la città sembra essergli molto grata.
[📷 Instagram: maisonalaia; Backgrid / IPA]