La costruzione degli abiti, per Pieter Mulier di Alaïa, è fondamentale. Una costruzione rigorosa e allo stesso tempo poetica che parla di una femminilità così scultorea da sembrare paradossalmente ultraterrena. Per la collezione Winter Spring 26, andata in scena lo scorso ottobre a Parigi, Mulier ha scelto di trasmettere i volti e i corpi delle sue modelle più celebri sul soffitto e sul pavimento della location: volti umani, volti amici, affetti reali. Il titolo stesso dato dal direttore creativo per riassumere la collezione è stato “abiti che piangono”. Dietro l’apparente impeccabilità dei suoi lirismi architettonici, c’è un sentimento vivo che invita a emozionarsi, senza urlare.
Oggi, 17 novembre 2025, è uscita la campagna dedicata alla collezione, che approfondisce ulteriormente questa visione a 360° della silhouette Alaïa. Forma, movimento e costruzione vengono svelati nella loro dinamica più pura, mettendo in primo piano quell’armonia fra corpo e tessuto che costituisce il vero linguaggio del brand.
L’analisi del corpo, del movimento, e lo studio del taglio, da sempre pilastri della maison fin dai tempi del fondatore Azzedine Alaïa, diventano qui non solo un esercizio di tecnica, ma un gesto di devozione verso il corpo femminile. La campagna sembra voler ribadire come la tradizione sartoriale del marchio continui a vivere in ogni cucitura, dalla comprensione millimetrica dei volumi alla volontà di dare una forma tangibile all’emozione. Un continuum tra passato e futuro, tra l’eredità del couturier tunisino e la sensibilità contemporanea di Mulier.
La campagna, scattata da Shayne Laverdière, vede protagoniste Lulu Tenney, Binx Walton, Alix Bouthors, Mona Tougaard, Haojie Qi e Awar Odhiang, interpreti perfette di quell’idea di bellezza forte, complessa e tridimensionale che oggi definisce l’universo Alaïa.
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