Adidas ha perso la causa contro Thom Browne

Secondo la giura di Manhattan, Adidas non è riuscita a provare che l’utilizzo delle strisce bianche sui capi da parte del brand newyorkese Thom Browne abbia violato l’immagine del retailer tedesco. Le iconiche strisce bianche che accomunano i due brand non avrebbero causato confusione ai consumatori dei prodotti Adidas, soprattutto per il fatto che Thom Browne propone modelli con un diverso numero di strisce.

Si conclude il processo iniziato lo scorso 3 gennaio, che ha portato in scena una diatriba che ha avuto inizio nel 2021, quando Adidas ha citato in giudizio la griffe dello stilista newyorkese. Secondo il colosso tedesco, i motivi a strisce “Grosgain Signature” utilizzati da Thom Browne su calze, abbigliamento formale e accessori, sarebbero troppo simili alle “three stripes” di Adidas, e ne violerebbero dunque i diritti. Un portavoce di Adidas ha dichiarato che il gruppo è deluso dal verdetto, ma che il brand si impegnerà a far valere i propri diritti intellettuali con eventuali ricorsi. Adidas aveva infatti in previsione di chiedere alla giuria un risarcimento di più di 7,8 milioni di dollari. Da parte di Thom Browne invece, marchio appartenente al gruppo italiano Ermenegildo Zegna, c’è soddisfazione riguardo al verdetto della giuria. 

Thom Browne, quest’anno presidente dei CFDA, ha sostenuto durante il processo che la confusione tra i loghi dei due brand sarebbe improbabile, poichè ambo le parti operano in mercati completamente differenti – luxury e sportswear. «Da oltre 20 anni Thom Browne è una forza pionieristica nella moda di lusso » ha commentato un portavoce del marchio americano «con un’estetica di design del tutto unica e distintiva che combina la sartoria classica con la sensibilità americana dell’abbigliamento sportivo». 

Crediti foto: profilo Instagram @thombrowne

Condividi l'articolo sui social: