Addio a Tito Stagno: l’uomo che raccontò l’allunaggio nel 1969

È morto Tito Stagno, all’età di 92 anni. Un addio che colpisce e unisce intere generazioni, segnate e accompagnate dalla sua voce, che ha raccontato alcuni dei momenti più importanti degli ultimi 60 anni.

«Here men from the planet Earth first set foot upon the moon, July 1969 A.D. We came in peace for all mankind». Questa frase, scolpita su una targa d’acciaio lasciata sulla luna, è passata alla storia come il simbolo dell’arrivo dell’uomo sul pianeta mai esplorato prima. Era il 20 luglio 1969, sulla Rai una diretta no stop di 25 ore accompagnava il viaggio di Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, equipaggio dell’indimenticabile Apollo 11. A commentare quella tappa storica c’era proprio Stagno. Era “La Notte della Luna”, che aveva incollato al teleschermo milioni di persone.

«Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!». Quelle poche parole, accompagnate da un’emozione palpabile, sono rimaste scolpite nella storia e nella memoria, rendendo Stagno un “astronauta ad honorem”, come chiamato da Mariano Rumor, storico segretario della Democrazia Cristiana. Altrettanto storico divenne il battibecco in diretta con il suo amico e collega Ruggero Orlando, in collegamento da Houston, che Stagno bruciò di pochi secondi annunciando l’allunaggio.

«Eravamo molto molto amici: comunque, anche per motivi tecnici, io diedi la notizia 20 secondi prima di lui».

Garbo e professionalità. Il suo modo di entrare nelle case dei telespettatori ha fatto scuola. Ha raccontato, oltre al noto sbarco sulla luna, altri momenti importanti della storia recente. In Rai dal 1954, entra nella redazione del primo telegiornale diretto da Vittorio Veltroni nel ’55. Segue le mitiche Olimpiadi di Roma del 1960, commenta le visite dei Capi di Stato in Italia, tra cui Kennedy e i Reali d’Inghilterra, e dei vari Pontefici. Prima del racconto dell’Apollo 11, si appassiona allo Spazio grazie al primo volo di Jurij Gagarin intorno alla Terra, da lui commentato.

Pochi anni più tardi si dedica allo Sport, divenendo prima responsabile dello Sport per Rai 1, poi conduttore della Domenica Sportiva, istituzione televisiva dei palinsesti sportivi. Il banale diventava un evento, il suo stile misurato univa autorevolezza ed empatia con il pubblico. Ha raccontato la sua storia nell’autobiografia “Mister Moonlight – Confessioni di un telecronista lunatico”, scritta con Sergio Benoni, ed edita da Minimum Fax.

Una carriera “spaziale”, incensata e celebrata nella sua interezza, per quello che rimarrà, a tutti gli effetti, l’uomo della Luna.

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