Addio a Francesco Guccini, uno dei maestri del cantautorato italiano

Una terribile notizia ha sconvolto il mondo della musica stamattina: è morto Francesco Guccini. Come riportato dal Corriere della Sera, il cantautore è scomparso questa mattina a Pavana, in provincia di Pistoia, «circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari», come reso noto proprio dalla famiglia, sottolineando che «nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». «Nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità», dice ancora la famiglia, nelle parole riportate dal quotidiano, «ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre».

Guccini aveva 86 anni. Nato a Modena il 14 giugno 1940, è proprio a Pavana che è cresciuto, prima di diventare uno dei maestri del cantautorato italiano. Fin dagli anni Sessanta, l’artista ha regalato al Paese canzoni e album che hanno segnato intere generazioni, distinguendosi per la sua penna sopraffina e poetica, capace di conquistare il pubblico italiano. Un pensiero unico, arguto, differente da tutti gli altri, che ha contribuito spesso anche al dibattito culturale del Paese, in cui, anche dopo il ritiro dalle scene nel 2013, la sua voce è sempre stata un punto di riferimento.

“Radici”, “Via Paolo Fabbri 43”, “Amerigo”, “Signora Bovary”. Sono solo alcuni degli album più famosi del cantautore, che ha scritto alcune canzoni leggendarie, rimaste scolpite nella storia della musica italiana. Come “La locomotiva”, “L’avvelenata”, uno dei suoi brani più autobiografici e, inevitabilmente, un classico, ma anche “Dio è morto” e “Cyrano”. Un punto di riferimento per i fan, ma anche per tutta la scena cantautoriale italiana che oggi lo piange e che non lo dimenticherà mai.

[📸 IPA]

Condividi l'articolo sui social: