A$AP Rocky: il debutto di American Sabotage a Parigi all’insegna di “Don’t Be Dumb”

Che A$AP Rocky sia una delle figure di riferimento del panorama internazionale non c’è alcun dubbio. E non parliamo semplicemente dell’A$AP artista, rapper e produttore, che da anni miete un successo dietro l’altro, ma anche dell’A$AP uomo e padre, compagno di quell’altra punta di diamante che è Rihanna – seduta in prima fila -, e dell’A$AP icona di stile. Con collaborazioni del calibro di Puma, JW Anderson, Vans, Guess e Marine Serre, volto internazionale di Bottega Veneta, A$AP Rocky è considerato uno degli uomini famosi meglio vestiti al mondo e i suoi outfit di coppia sfoggiati insieme a Rihanna, catalizzano sempre l’attenzione dei fan, sia durante le uscite pubbliche che private.

Sembrava dunque naturale che, prima o poi, il rapper passasse dall’altro lato della scrivania, immergendosi definitivamente nel fashion system con una sua collezione. Quel momento è finalmente arrivato, con la sua prima collezione che ha debuttato questa sera, 21 giugno 2024, a Parigi, in occasione della settimana della moda dedicata al menswear.

American Sabotage è il nome del progetto dell’artista, creato dalla sua agenzia creativa Awge, e che già da qualche mese aveva lasciato trapelare alcuni dettagli circa la collezione, che sarà disponibile online in pre order a partire da stasera stessa. La location scelta per lo show nella capitale francese è la former house di Karl Lagerfeld, simbolo eterno dello stile parigino. Effettivamente è una location che trasuda eleganza classica da tutti i pori, a partire dalle pareti specchiate, le boiserie barocche, il parquet antichizzato, gli stucchi, i luminescenti lampadari chandelier. Ed è lo stesso A$AP ad aver parlato di questa scelta, non casuale: portare il suo brand neonato in un tipico contesto d’altri tempi e totalmente europeo, una location che richiamasse pienamente i vecchi defilé di una volta.

Rocky ha raccontato di come la moda per lui rappresenti una vera e propria espressione sociale, e la sua collezione è la narrazione tangibile del clima che si sta respirando in questo periodo storico, soprattutto in America. Ma coabitano anche le sue esperienze personali, le discriminazioni razziali che lui stesso ha vissuto sulla sua pelle e di come sia riuscito a superarle; tutto questo mixando lusso e streetwear, pop-culture e protesta, know how sartoriale e skate culture.

La collezione ci parla effettivamente dei disagi degli Stati Uniti e lo fa attraverso pillar diversi; oltre al logo Awge, sugli items campeggia spesso e volentieri la scritta “Don’t be Dumb”, un invito nemmeno troppo velato ad agire con coscienza e giudizio, probabilmente facendo riferimento alle prossime elezioni ma anche al prossimo album in uscita. Tra suit sartoriali dove la cravatta si indossa con baseball cap e sneakers, bomber destrutturati indossati con denim baggy multistrato, i codici della cultura hip hop alla quale il cantante appartiene ci sono tutti. A partire dalle bandane, indossate ora sotto i cappellini come lunghi strascichi, ora a coprire il volto; troviamo i “ saggy pants” bassissimi, retaggio culturale dapprima delle carceri, poi dei “gangsta rap” come Tupac, e infine recentemente riportati in auge dal fashion system; la donna di American Sabotage si di divide ora in outfit da school girl con un touch sportswear, ora in tailleur minimal che lasciano maliziosamente la schiena scoperta, ora in mini di jeans e guantoni da box portati come accessori.

E ancora pins applicate sui blazer e sulle felpe che sembrano appena fuoriuscite da un seggio presidenziale, camicie a quadri oversize, felpe hoodie e grandi sacchi della spazzatura, emblema del consumismo e dello spreco della cultura occidentale. Gli accessori vanno da borse bauletto in vernice rossa, alle scarpe, che si dividono tra sneakers Puma, Timberland boots, o slippers in gomma tech che reinterpretano il concetto di ballerina da spiaggia. Siamo a Parigi ma la sfilata trasuda America da ogni poro.

A$AP Rocky ha scelto di debuttare con una collezione che fosse un chiaro messaggio di protesta. Lo ha fatto mettendoci la faccia, lo ha fatto attraverso l’uso di un nuovo mezzo, gli abiti. Lo ha fatto perché in quanto americano conosce molto bene i dissidi e i contrasti di un paese così complicato; la sua narrazione è credibile perché parla di lui, di qualcuno che quel disagio l’ha vissuto sulla sua pelle. E non c’è niente di più coraggioso che essere sinceri.

[📷 Splash News / IPA]

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