2016? Ovunque in questi giorni. Il throwback è senza alcun dubbio l’immagine preferita delle nuove generazioni e quest’ultimo trend ne è la prova. Il revival degli anni 2000 è passato prima per lo stile Y2K, ovunque nella moda pochi anni fa; o per la musica, con le nuove pop star che si ispirano più o meno esplicitamente a icone come Britney Spears. Ma anche il ritorno di alcuni personaggi iconici dell’epoca, pensiamo a Lindsay Lohan con il suo ritorno sullo schermo o a Paris Hilton che proprio in questi ultimi giorni ha presentato il documentario sulla sua vita Infinite Icon: A Visual Memoir. Tutti questi elementi fanno parte di un’estetica glossy e patinata, probabilmente la prima reference che viene in mente quando pensiamo a quegli anni. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Oltre allo Y2K, spesso frivolo, volutamente superficiale e fine a se stesso, gli anni 2000 sono stati anche la culla di altre estetiche altrettanto lucide ma con una visione più ampia e, forse, più ambiziosa.

Una di queste è la cosiddetta Frutiger Aero. Il termine è stato coniato nel 2017 dal Consumer Aesthetics Research Institute, anche se questo linguaggio visivo era già ampiamente diffuso tra la metà degli anni 2000 e i primi anni 2010. In origine limitato alle interfacce grafiche dei sistemi operativi, il Frutiger Aero si è poi esteso a numerosi altri media. I suoi tratti distintivi? Cieli azzurri saturi, prati verdi iperrealistici, aurore polari, riflessi di luce, trasparenze, effetti bokeh e superfici lucide. Non mancano contaminazioni con la sottocultura sea-punk esplosa su Tumblr nei primi anni 2010 fatta di acqua, creature marine e pesci tropicali, con riferimenti iconici come il videogioco Ecco the Dolphin. Più che una semplice estetica, il Frutiger Aero appare come una vera e propria utopia visiva. Le immagini raccontano un mondo futuristico, pulito e rassicurante, in cui la tecnologia non è in conflitto con la natura ma si integra armoniosamente con essa. È la rappresentazione di come, nei primi anni 2000, immaginavamo il futuro: ottimista, accessibile, luminoso.

Del resto, lo spazio e il futuro hanno sempre esercitato un fascino potentissimo sull’essere umano. Dal primo viaggio sulla Luna che ha tenuto milioni di persone incollate alla televisione, fino alle più recenti narrazioni cinematografiche come Interstellar, l’umanità ha sempre guardato a ciò che è lontano come a una promessa. Un altrove che forse non conosceremo mai davvero, ma che continuiamo a immaginare, reinterpretare e sognare. Questo immaginario ha attraversato il cinema – pensiamo a film come Interstellar, la moda – basti pensare a Pierre Cardin e all’estetica Space Age degli anni ’60 – e ovviamente il design. Non è un caso che uno dei primi e più iconici esempi di Frutiger Aero sia stato Windows Aero, il linguaggio visivo introdotto da Microsoft a partire dai prototipi di Windows Vista. Da lì, l’estetica si è diffusa rapidamente nella pubblicità, nelle console di settima generazione come la Wii, nelle prime generazioni di iPhone e Samsung Galaxy, fino ad arrivare all’architettura e all’interior design. Oggi, il ritorno del Frutiger Aero non è solo nostalgia: è il desiderio di recuperare una visione del futuro più positiva, in un presente spesso segnato da incertezze. Un’estetica che parla di speranza, di progresso e di un’idea di tecnologia finalmente umana.
[📸 frutigeraeroarchive.org]