Un diamante è per sempre, ma se oggi state pensando di investire in pietre preziose, vale la pena guardare ai diamanti colorati. Non si tratta solo di un trend legato all’estetica, ma di una vera e propria tendenza nel mondo degli investimenti. Un tempo rappresentavano meno dell’1% della produzione mondiale di diamanti e, nonostante oggi le pietre colorate stiano emergendo come una delle categorie a più rapida crescita nell’alta gioielleria, i diamanti fancy color restano tra le gemme più rare al mondo. Negli ultimi 20 anni, infatti, solo lo 0,4% di tutti i diamanti naturali classificati dal GIA rientrava nella categoria fancy color. Parlando di nomenclatura, fancy intense indica una specifica categoria di saturazione del colore nel sistema di classificazione del Gemological Institute of America, mentre fancy vivid rappresenta il livello di saturazione più alto. Il colore di un diamante è il risultato di elementi in tracce intrappolati nel cristallo (minuscole quantità di boro, per esempio, generano le tonalità blu) oppure di pressioni geologiche che ne alterano la struttura atomica, modificando il modo in cui la luce viene riflessa e dando origine ai toni rosa. E se già sono rari, i diamanti colorati sopra i 10 carati lo sono ancora di più.
La recente passione per i diamanti colorati è spinta senza dubbio dalla loro rarità, dal cambiamento dei gusti e da una nuova generazione di acquirenti che ricerca l’individualità più che l’uniformità: secondo Business of Jewelry, infatti, la domanda di diamanti colorati è cresciuta del 20–25% solo nell’ultimo anno. Rappresentano inoltre un investimento strategico: come spesso accade nei periodi di instabilità, le gemme vengono percepite come un bene rifugio: «Le persone con una grande capacità di spesa guardano alla gioielleria come a un modo per conservare il proprio denaro lontano dai mercati finanziari, perché viene percepita come più sicura e redditizia nel tempo», ha dichiarato Caroline Morrissey, responsabile del dipartimento gioielli di Bonhams a New York al New York Times.
E i prezzi raggiunti all’asta negli ultimi mesi lo confermano. Il 17 giugno 2025 Christie’s New York ha venduto il Marie-Thérèse Pink, un diamante viola-rosa da 10,38 carati – appartenuto a una lunga linea di reali, probabilmente inclusa Maria Antonietta – per 14 milioni di dollari. Nel giugno 2024, la stessa casa d’aste ha battuto anche l’Eden Rose, un diamante fancy intense pink da 10,20 carati montato su un anello a motivo starburst, per 13,3 milioni di dollari. Da Sotheby’s Ginevra, tra le vendite più rilevanti figurano il Mediterranean Blue, un fancy vivid blue da 10,03 carati venduto a maggio per 21,5 milioni di dollari, e un fancy intense purplish-pink da 7 carati, aggiudicato a dicembre per 3,4 milioni. Phillips, invece, ha registrato lo scorso anno le sue migliori performance proprio grazie ai diamanti colorati: nove le vendite di maggiore rilievo, tra cui un anello con diamante fancy vivid pink da 6,21 carati venduto per 12 milioni di dollari e l’Argyle Phoenix, un rarissimo diamante rosso da 1,56 carati acquistato dal gioielliere londinese Laurence Graff per 4,2 milioni.
Una passione certamente di tendenza, ma anche il segnale di un cambiamento profondo: oggi il valore non è più solo nella caratura o nella purezza, ma nell’unicità assoluta della pietra. E i diamanti colorati, più di qualsiasi altro, incarnano questa nuova idea di lusso.
[📸 thediamondstore.co.uk]