Pellicce: il ritorno del classico, in chiave eco

Negli ultimi giorni la notizia ha fatto il giro dell’industria: il CFDA ha ufficialmente bandito la pelliccia dalla New York Fashion Week 2026. New York si aggiunge così alle città che hanno già scelto passerelle fur-free, mentre il mercato del vintage e delle alternative eco continua a crescere. Un contesto che coincide con un ritorno evidente della pelliccia nel guardaroba di celeb e influencer internazionali. Da Amelia Gray o Gabbriette fino a Camille Charrière, sono sempre di più le star fotografate in coat voluminosi, eco o d’archivio, accompagnati da una scelta estetica precisa: niente più eccessi fluo o sperimentazioni troppo bizzarre, ma un ritorno a colori classici, tagli senza tempo e volumi familiari.

Un linguaggio visivo che non rinnega la scelta di materiali responsabili, ma che stilisticamente si ispira a silhouette storiche. In fondo, la sua traiettoria è sempre stata questa: dai cappotti lunghi e fluidi degli anni Venti, alle stole glamour hollywoodiane degli anni Cinquanta, all’anima boho dei Settanta con spalle importanti, fino alla rivoluzione etica dei Duemila, che ha aperto la strada alle faux fur moderne. Oggi la moda non guarda più al pelo come provocazione o status symbol, bensì come forma: un riferimento culturale che si rinnova attraverso materiali diversi, ma con lo stesso fascino di sempre.

Mentre nelle sfilate degli scorsi anni spopolavano colori cangianti e pop, ora la moda guarda a un nuovo equilibrio: in strada e in passerella, questa stagione sfilano finte pellicce che non vogliono più sembrare giocattoli colorati, ma reinterpretazioni eleganti dei capi che hanno fatto la storia. Da mini pellicce a lunghissimi manti, questo ritorno stilistico al passato dimostra ancora una volta che, seguendo e rispettando i codici etici del proprio tempo, la moda continua a muoversi a spirale.

Quel famoso “tutto torna”…

[📸 Getty Images; BACKGRID / IPA; gucci.com; dolcegabbana.com; valentino.com; prada.com; miumiu.com; Instagram: camillecharriere, ameliagray, gabbriette]

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