I bestiari medievali erano libri illustrati in cui animali reali e creature fantastiche venivano interpretati non secondo criteri scientifici, ma attraverso la lente dell’allegoria cristiana. Questi volumi, più simili a enciclopedie morali che a trattati naturali, costituivano un inventario del meraviglioso, un atlante immaginario in cui la natura era trasfigurata in segno. Le loro visioni, sedimentate nei secoli, sono arrivate fino alla moda contemporanea come un archivio iconografico sempre vivo, spogliato della dimensione religiosa.
Guardiamo, per esempio, a Thierry Mugler, che con le sue silhouette iperboliche porta in passerella un pantheon di creature sublimi: donne che indossano copricapi ornati da farfalle monumentali, figure vestite come uccelli dalle piume cangianti, draghi, grifoni e ibridi mutanti sospesi tra fantascienza ed erotismo. Nella leggendaria Couture 1997-98, la donna appare come una chimera, investita di una potenza quasi soprannaturale. Nell’acclamatissima Plato’s Atlantis (2010), il designer Alexander McQueen legge la zoologia come uno spazio drammatico, dove metamorfosi, purezza e mostruosità convivono.
Gli anni Novanta sono costellati di motivi felini, di cui Dolce&Gabbana e Alaïa sono sempre stati portavoce, vestendo donne dal fascino atavico, mentre piume d’uccello appaiono in costumi iconici di Jean Paul Gaultier. Iris van Herpen rilegge il bestiario attraverso un linguaggio biomorfico e futuribile: i suoi abiti sembrano provenire da mondi extratemporali, popolati da creature nate dall’incontro tra scienza e immaginazione. Alessandro Michele, durante gli anni in Gucci, costruisce un universo visivo in cui animali reali e fantastici convivono come figure araldiche di un immaginario infinito: l’apparizione di un drago tra le mani di un modello in passerella è forse uno dei momenti più iconici della storia del designer presso la maison. Schiaparelli, infine, sotto la guida di Daniel Roseberry, fa riaffiorare lo spirito surrealista delle origini, traducendolo in apparizioni di animali scultorei, scolpiti come reliquie regali.
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