Vera Persiani: quando la lingerie diventa lusso personale ed estensione di un animo gentile

Che cos’è il lusso? Una parola, innumerevoli definizioni, ma molto meno scontate di quello che ci si potrebbe pensare. Ho sempre pensato che il lusso abbia a che fare soprattutto con uno stato d’animo, qualcosa che non puoi quantificare con dei beni materiali ma che si collega a qualcosa di molto più profondo, con il nostro benessere. No, non voglio scadere nel buonismo spicciolo per cui gli oggetti non fanno la felicità; la fanno eccome, anche se per un periodo di tempo molto limitato, ma c’è qualcosa di molto più importante dell’oggetto in sé, qualcosa che riesce davvero a fare la differenza: le modalità con cui questo oggetto viene acquistato. In un mondo in cui tutti corriamo di fretta e, molto spesso, siamo sopraffatti da un desiderio di ingordigia del possedere senza nemmeno focalizzarci attentamente su quello che stiamo per acquistare, entrare in connessione quasi oserei dire “emotiva” con un oggetto è già di per sé un lusso dal valore inestimabile. Toccarlo da vicino, ⁠sentirlo raccontare e descrivere in tutti i suoi dettagli più minuziosi, sentirlo a contatto con il corpo percependone la qualità, ma soprattutto essere accolti in un’atmosfera che possa farci sentire sicuri e coccolati, rappresentano per davvero gli elementi chiave che fanno la differenza in un’experience d’acquisto. Un’esperienza ancor prima umana oltre che di squisita qualità che io ho potuto vivere in prima persona trascorrendo una mattina nella boutique di Vera Persiani a Milano. Istituzione da decenni del capoluogo meneghino, in una stradina elegantemente riservata nei pressi del bel quartiere di Conciliazione, vicino Corso Magenta e Corso Vercelli, si erge quello che non è un semplice negozio, ma una testimonianza autentica e tutta al femminile di una storia che parla innanzitutto di cuore e passione, e poi di una qualità italiana inimitabile.

Considerato un tempio della lingerie o, per dirlo alla vecchia maniera, della biancheria personale per signora, dagli anni ’60 a oggi Vera Persiani è la mecca di chiunque desideri concedersi un lusso personale e da conservare nel tempo. Perché le loro vestaglie in seta o cashmere, gli slipdress diventati ormai must-have tra tutte le it-girl italiane e non, le loro lenzuola e persino le tovagliette finemente ricamate, vengono realizzati a mano nel laboratorio interno al negozio, dove sarte esperte realizzano questi meravigliosi capi dalle nuance sofisticate e destinati a durare per anni. Ma come nasce Vera Persiani e perché oggi è l’unico vero negozio dove andare per regalarsi un capo di biancheria o dove realizzare il corredo dei sogni?

A raccontarmelo è Paola Persiani che, insieme alla sorella Anna, ha raccolto l’eredità della madre Vera portandola avanti con la medesima dedizione, passione ed empatia. Una storia familiare che, con la delicatezza che spesso solo le piccole cose hanno, ha saputo imporsi con gentilezza diventando un punto di riferimento dello shopping di lusso, quello vero e non quantificabile. Paola esprime competenza e solarità da tutti i pori, un senso di profondo rispetto e commozione nei confronti del percorso intrapreso da sua madre Vera Persiani – il cognome da sposata – che nel 1960, dopo il matrimonio, si reca a Milano da Livorno, e da qui la magia ebbe inizio. Una tradizione nata con la sua bisnonna in Toscana, terra di artigianato e arte senza eguali, che è parte del DNA ancora oggi di questa realtà. Ma è Vera a dare una svolta definitiva a quello che oggi è il marchio che porta il suo nome, non senza dei dubbi iniziali. «Mia madre all’inizio era titubante, aveva 27 anni e non era convinta. Poi, su consiglio delle mie zie e con la nascita di me e mia sorella Anna, ha capito che questa era la scelta giusta».

Una scelta che si è rivelata vincente, perché dal 1960 a oggi se Vera Persiani ha acquisito la credibilità che è riconosciuta tutt’ora nel mondo, lo si deve innanzitutto a lei. «Era una donna elegantissima, sapeva essere elegante con poco perché era elegante dentro. Nell’arco di quindici anni il suo laboratorio, attraverso il passaparola delle signore della Milano di allora, era diventato una meta imperdibile. In questo modo, ha conosciuto tantissime persone per bene, persone gentili, persone che avevano ben chiaro che il concetto di lusso non è qualcosa da esibire forzatamente, ma qualcosa da coltivare prima di tutto nel privato» ha detto Paola Persiani.

Lei e sua sorella Anna sono cresciute proprio nella casa/laboratorio di famiglia, nel quartiere Fiera a Piazzale Lotto, prima sede storica di Vera Persiani. Questo senso dell’artigianato è stato parte fondamentale della loro formazione, soprattutto perché la madre si rifiutava di concepire Vera Persiani come un semplice negozio. «Lei rifuggiava tutto ciò che è commerciale, voleva mantenere l’aspetto artigianale del suo lavoro, che è stato anche la sua forza, e che io e mia sorella abbiamo cercato di far rivivere anche qui». Ed effettivamente, entrare oggi da Vera Persiani, è come concedersi una pausa dalle brutture della vita, ma non perché qui la vita vera non si respiri, ma al contrario, perché ci si sente accolti anche solo per qualche minuto in un mondo dove essere respingenti è diventata ormai, tristemente, la prassi. L’ho visto con i miei occhi, nelle ore che ho trascorso piacevolmente insieme a Paola: le nostre chiacchiere sono state inframmezzate da innumerevoli clienti, alcune abituali altre nuove, giunte qui per acquistare un capo per se stesse o da regalare. Con ognuna di loro, Paola instaura un dialogo che è molto più di quello tra una semplice cliente e commerciante: le persone qui raccontano le loro storie, si lasciano andare, si sentono coccolate tra tessuti meravigliosi ma soprattutto percepiscono un trattamento umano che oggi più che mai è cosa rara. Tra le meravigliose vestaglie e le camicie da notte, realizzate in seta di Como e con pizzi di cotone, iper resistenti, tra i pigiami in rasatello e salviette ricamate con animali natalizi, quel che ne esce fuori è un clima di empatia generosa e manifattura altissima. Un crocevia umano da cui si esce arricchiti non solo per la bellezza dei prodotti, ma per lo scambio che avviene durante le ore di lavoro. Qui, donne di ogni età, ma anche qualche uomo, si confidano acquistando biancheria per se stesse: «Il nostro è un mercato fortunato, perché, come diceva una mia zia, chi acquista fiori, gioielli e biancheria è solitamente una persona gentile. Chi ha la sensibilità di desiderare un mazzo di fiori freschi ogni giorno nella propria casa, mangiare su una bella tovaglia o semplicemente indossare una calda vestaglia al mattino, ha una signorilità interiore ben superiore a chi esibisce, perché ha compreso l’importanza dei piccoli rituali che fanno però la differenza».

La boutique, tra i suoi armadi antichi, i tappeti cinesi e vassoi con caramelle Rossana, ci ricorda in tutto questa filosofia di vita che le sorelle Paola e Anna hanno saputo portare avanti magnificamente. Le clienti lo sanno e per questo, ieri come oggi, continuano a fidarsi di loro. Un approccio che Paola ci tiene a sottolineare con un insegnamento che Vera ha sempre detto loro: «Bimbe, si incarta un fazzoletto così come si incarta una vestaglia di cashmere». Non ci sono differenze, ogni oggetto è trattato con cura, e allo stesso modo la clientela. Un senso di cura che ritroviamo anche nel servizio di riparazione messo a disposizione per i prodotti che hanno molti anni, e che viene prontamente svolto nel laboratorio sul retro del negozio, cuore pulsante delle maestranze di Vera Persiani.

Come le tendenze attuali ci hanno dimostrato, la lingerie ha acquisito un’importanza assoluta nella moda, non solo come qualcosa che va sotto ma da indossare come un capo vero e proprio. Paola mi racconta che i loro slipdress in seta vanno a ruba, proprio perché uniscono l’eleganza della leggerezza, l’unicità della qualità e la versatilità dell’essenziale. Cool girls, stylist, designer e donne di ogni generazione amano indossare Vera Persiani anche nelle occasioni più speciali, come eventi, compleanni, serate, proprio perché sanno che riusciranno a fare la differenza con un capo esclusivo ma soprattutto ben fatto. Come una mamma, Paola consiglia loro la silhouette più adatta, in base al fisico, l’occasione e la personalità. Pazzesche anche le gonne sottoveste, un capo unico in seta con profili in pizzo, da sfoggiare anche in combo con maglioni maxi e cardigan oversize. Esempio di come anche una realtà così storica e preziosa abbia saputo evolversi con le tendenze e le esigenze del contemporaneo, pur rimanendo fedele a se stessa. Impossibile non soffermarsi anche sulle vetrine: Paola, che è laureata in scenografia presso l’Accademia di Brera, mi racconta che ogni volta ama volare con la fantasia e mettere in scena mondi magici, popolati da miniature di animali, oggetti rari, anche un bambolotto. Piccole evasioni, grandi valori: esco da Vera Persiani con il desiderio di tornare il prima possibile per realizzare il mio slipdress su misura, ma soprattutto con un profondo senso di pace interiore. E non c’è un lusso maggiore di questo.

[📷 Courtesy of Vera Persiani] 

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