Nei suoi appartamenti, Coco Chanel si circondava di paraventi cinesi in lacca Coromandel: ne possedeva circa una trentina, delle vere e proprie rarità, da cui traeva ispirazione. Un “bivacco di lusso”, come lei stessa lo definiva, che prendeva forma nelle sue case senza preoccuparsi di abbinare stili ed epoche alla perfezione. Un ambiente creativo e personale, capace di dimostrare quanto questo elemento d’arredo sia da sempre carico di fascino.
Suggestivo e versatile, decorativo e funzionale, il paravento incarna un perfetto equilibrio tra l’utile e il dilettevole, tra opposti che si fondono in armonia. Proprio questa capacità di adattarsi a contesti diversi, unita a un fascino discreto ma a un’allure da icona, lo ha reso irresistibile non solo per Coco Chanel, ma anche per numerosi artisti e designer. Da Picasso a Le Corbusier, passando per Francis Bacon, René Magritte e Man Ray, fino ai nomi più contemporanei.
Le origini del paravento risalgono alla Cina della tarda dinastia Zhou (circa III secolo a.C.), per poi diffondersi anche in Giappone, dove aveva inizialmente una funzione pratica: proteggere gli ambienti dagli spifferi. Giunto in Occidente, fu spesso utilizzato nelle stanze da letto femminili come schermo per vestirsi. A partire dall’Ottocento, però, molti artisti ne intuirono il potenziale, liberandolo dal solo ruolo funzionale e trasformandolo in un supporto espressivo: un oggetto d’arredo capace di fondere arte, design e quotidianità.
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