Brunello Cucinelli: la parabola del visionario garbato nel docufilm di Tornatore

C’era una volta, anzi, c’è ancora, un bambino, divenuto ragazzo e successivamente uomo, che ha sempre avuto nella testa un obiettivo fondamentale: come posso rendere l’umanità migliore? Questo non è l’incipit di una favola, ma il nucleo costante che ha gettato le basi dell’esistenza e del successo di uno dei più grandi imprenditori italiani al mondo, Brunello Cucinelli. Una parabola crescente di un uomo geniale nella sua intelligenza emotiva, perfezionista nel suo desiderio di creare qualcosa di bello ed eterno come l’anima dell’uomo stesso, empatico nel suo comprendere il potenziale dell’essere umano, ⁠riportarlo al centro e dando vita al cosiddetto capitalismo umanistico. Una storia che è stata raccontata nel nuovo docufilm “Brunello, il visionario garbato”, il biopic che ripercorre, passo dopo passo o meglio, filo dopo filo, non solo la nascita di un’azienda leader internazionale del settore tessile, ma un percorso personale di crescita, apertura, visione, superamento di quelli che potrebbero essere considerati dei limiti e che invece diventano strumenti di vantaggio ineguagliabili. Dietro la macchina da presa, il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, che ha saputo raccontare con la potenza delle immagini, unita a un tocco di struggente malinconia e un messaggio di speranza al futuro, la storia di un uomo diventato simbolo non semplicemente del successo, ma del successo ottenuto attraverso la dignità, il rispetto, la gentilezza.

«Sul mio epitaffio mi piacerebbe ci fosse scritto “È stata una persona per bene”» afferma Cucinelli in un frame del film. A 72 anni, con la mente vigile e sempre attiva, l’amore per una bellezza immutabile e il desiderio di migliorare non solo la sua azienda ma le condizioni di tutti gli esseri umani, l’imprenditore ripercorre l’intera esistenza partendo dalle origini, in Umbria, in quella campagna fertile, lussureggiante e silenziosa. È qui che Brunello cresce, in un’umile famiglia contadina: un microcosmo dove non c’era nulla eppure c’era tutto. Gli affetti dei familiari, le cure di una madre amorevole, gli insegnamenti del padre che lo indottrina quasi inconsapevolmente alla bellezza attraverso la perfezione dei solchi dei campi arati, le lunghe camminate nei boschi insieme ai fratelli e ai cugini per recarsi a scuola in paese, l’armonia con la natura, dalle stelle, che ama guardare ogni sera, agli animali. Quella vita semplice ma piena di significato non sarà mai per l’imprenditore motivo di vergogna ma un’incredibile fortuna, coadiuvata dal desiderio di restituire ai suoi cari quei benefici mai concessi per una vita di sacrifici e privazioni. È proprio origliando una conversazione tra i suoi genitori che l’adolescente Brunello ha come un’epifania: davanti alle lacrime del padre, sfruttato nella fabbrica dove lavorava come operaio, capisce che qualunque cosa farà da grande, metterà sempre al centro la dignità dell’essere umano.

L’adolescenza a Ferro di Cavallo, piccolo paese in provincia di Perugia dove la famiglia si era trasferita lasciando la campagna e per inseguire il sogno degli anni ’60 di una vita migliore in città, segna il passaggio dall’infanzia rurale alla società. Grazie alla sua abilità con le carte, passione trasmessagli dal nonno sin dalla più tenera età, e alla frequentazione abituale del bar del paese, Brunello cresce, si confronta, apre la propria mente che, instancabile, continua a pensare ogni giorno. Sono anni apparentemente nullafacenti, ma che in realtà, come dichiarato da lui stesso, sono stati altamente formativi. Al bar si confronta con persone di ogni età e professione; ci sono preti, studenti, architetti, operai, ognuno di loro con un’opinione e una storia da raccontare tra una partita a scopa e una a briscola. E si parla di filosofia, di letteratura, di politica, di donne, di vita: insegnamenti che il giovane Cucinelli non dimenticherà mai. Sognatore ma con una mente abilissima e matematica, le carte sono il contraltare perfetto della sua personalità: riesce a captare l’anima di chi ha davanti, nel gioco come nella vita, e questa capacità di saper tradurre in business i desideri altrui è stata la sua forza. Poi, l’amore per sua moglie Federica, la compagna di una vita conosciuta quando erano poco più di due ragazzini, e all’improvviso un’illuminazione: creare qualcosa di mai fatto prima e destinato a durare per sempre.

Ispirato da Seneca, Marco Aurelio, Socrate, Kant, Sant’Agostino e tantissimi altri, come un novello Lorenzo dé Medici Brunello Cucinelli ha saputo, in quarant’anni di carriera, mettere in piedi un impero fondato sulla gentilezza e la dignità dell’uomo. In lui, filosofia e business si fondono magistralmente, così come sogno e impegno costante. Il docufilm narra perfettamente anche i primi passi dell’azienda, con l’intuizione geniale di realizzare dei maglioni di cashmere da donna colorati. Fu un successo senza precedenti. Tra testimonianze dei familiari, dei dipendenti e di celebrità che negli anni sono diventate delle vere e proprie amicizie, Cucinelli è raccontato nella sua essenza più autentica e genuina, quella dell’uomo che sa emozionarsi ancora oggi come ieri davanti a un cielo stellato o a un fuoco appena acceso, e che crede ancora nella benevolenza dell’essere umano per la costruzione di un futuro più prospero, all’insegna della bellezza che non è solo formale ma soprattutto spirituale. Mecenate operativissimo, a lui si devono la restaurazione di importanti teatri e monumenti in Umbria, così come la bonificazione delle terre davanti la sede della sua azienda, a Solomeo. Insignito della laurea ad honoris in filosofia e membro del comitato del G20 insieme ai massimi esponenti della politica internazionale, quella di Brunello Cucinelli è una storia che ha dell’incredibile ma che ci insegna che non c’è nulla di incredibile nell’essere gentili, basta solo ricordarsi di esserlo, per un futuro migliore.

Ieri sera, 4 dicembre 2025, a Roma si è tenuta l’esclusiva première ufficiale del film, a cui hanno preso parte tantissimi ospiti celebri, tutti riuniti nella Città Eterna. Tra questi Jessica Chastain, Bianca Balti, Jeff Goldblum, Jonathan Bailey, Chris Pine, Tina Kunakey, Matilda De Angelis. Ma anche Alexander Zverev, Anna Foglietta, Park Jin-young, Shin Sae kyeong, Alessandro Cattelan, Ludovica Sauer. Fino ad arrivare a Kyle MacLachlan, Margherita Buy, Alessandra Mastronardi, Leonie Hanne, Édgar Ramírez, Gianluca Gazzoli, e ovviamente il “giovane Brunello” del film, Saul Nanni.

[📷Courtesy of Studio Lucherini Pignatelli / © Stefano Schirato]

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