Nel mondo della bellezza i consumatori sono sempre più esigenti e soprattutto informati. Nonostante il settore sia indubbiamente saturo, un panorama che potrebbe facilmente generare confusione vista l’ampia gamma di offerte, la quantità di informazioni accessibili è cresciuta in maniera proporzionale. E non si tratta più soltanto dei creator su TikTok o dei consigli di ChatGPT, oggi anche dermatologi, nutrizionisti, biologi e altri esperti si espongono molto di più, avvicinandosi a un pubblico sempre più consapevole, attivo e curioso.
Di conseguenza questo stesso pubblico ha capito che le soluzioni superficiali, come la skincare da sola, non bastano più. E soprattutto ha compreso che quando si parla di bellezza è impossibile non parlare anche di benessere. I due concetti procedono ormai a braccetto, creando una sinergia che non punta più soltanto a rendere visivamente più “belli”, ma abbraccia un obiettivo più ampio: migliorare la qualità della vita. Si va dall’ottimizzazione del sonno alla concentrazione, fino alla performance mentale e fisica, passando per la longevità, la nuova frontiera che punta a rallentare i processi di invecchiamento dall’interno.
Non sorprende quindi che i marchi stiano iniziando ad adattarsi alle richieste sempre più sofisticate dei consumatori. Il benessere, infatti, rappresenta oltre 500 miliardi di dollari di spesa annuale negli Stati Uniti ed è una delle categorie più radicate nelle routine quotidiane; mentre la maggior parte delle persone la considera una necessità, non un lusso, come rilevato da un recente rapporto McKinsey.
E sebbene i brand beauty abbiano sempre flirtato con il mondo degli integratori, storicamente è stato complesso per chi nasce con prodotti topici affermarsi anche sul fronte degli ingeribili. Le ragioni sono molteplici. Una delle principali è che spesso, quando lanciano integratori per la cura della pelle, il focus rimane molto ristretto: ingredienti singoli come acido ialuronico o collagene, mentre i consumatori cercano formule multifunzione, capaci di rispondere a più esigenze contemporaneamente. A confermarlo è il boom degli integratori a base di NAD+, una molecola naturalmente presente nelle cellule che diminuisce con l’età e che è fondamentale per la produzione di energia e per processi chiave come la riparazione del DNA. Come ci ha raccontato Sophie Chabloz, Co-Founder & CSO del brand di integratori Avea: «Senza un adeguato livello di NAD+, le cellule si comportano come dispositivi con la batteria scarica: più lente e meno efficaci. I livelli di NAD+ raggiungono il picco durante la giovinezza, ma iniziano a diminuire già dai vent’anni, con una riduzione di oltre il 50% entro i cinquant’anni. Ripristinare il NAD+ può aiutare a mantenere l’energia, migliorare la riparazione cellulare e supportare il ritmo circadiano del corpo, che regola i cicli sonno-veglia».
Le routine dei consumatori non riguardano più soltanto la bellezza esteriore, ma un progetto di benessere a 360° che tocca ogni area della vita quotidiana. E questo si riflette chiaramente nelle aspettative verso i prodotti che assumono: si cercano formule sempre più olistiche, capaci non solo di migliorare l’aspetto della pelle ma anche di sostenere la longevità, combattere lo stress ossidativo, promuovere livelli di energia più costanti e, in generale, migliorare la vita.
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