Se vi dico “Supermodels”, inevitabilmente la vostra mente vi riporterà al fenomeno socio-culturale degli anni ’90, quello di Cindy Crawford, Naomi Campbell, Christy Turlington, Carla Bruni e tutte le bellezze che in quel decennio non solo calcarono le passerelle internazionali, ma conquistarono il mondo in un mix letale di glamour, fascino e stile, ottenendo un successo mediatico che mai più si è visto se parliamo di top model. Certo, oggi abbiamo nomi noti a tutti come le nostrane Vittoria Ceretti e Mariacarla Boscono – ormai una veterana del fashion system -, e le nuove punte di diamante come Loli Bahia e Angelina Kendall, per non parlare delle superstar come Kendall Jenner e le sorelle Hadid.
Ma ai tempi, il clamore e l’interesse verso le modelle era a livelli tali da superare qualsiasi altro personaggio pubblico. Poi, lentamente, agli inizi degli anni 2000, una battuta d’arresto: le modelle non erano più personaggi pubblici ma tornarono a essere esponenti di un settore per lo più considerato di nicchia. Eppure, io che adolescente negli anni 2000 ci sono stata, ho un ricordo vivido delle protagoniste di copertine ed editoriali del periodo: se eri un appassionato di moda, i loro volti erano pressoché ovunque e riconoscibili al primo sguardo. Gemma Ward, Lily Donaldson, Lily Cole, Daria Werbowy, Jourdan Dunn, Freja Beha Erichsen, Lara Stone, Coco Rocha, Karlie Kloss, Vlada Roslyakova, Sasha Pivovarova, Natalia Vodianova, Jessica Stam solo per citarne alcune.
Alcune di loro, come Coco Rocha, Karlie Kloss e Natalia Vodianova, sono diventate socialite molto in voga del fashion system, imprenditrici e presenze fisse di ogni front row; altre, come Lara Sone e Natasha Poly, continuano a sfilare e a prestare la loro immagine per copertine e campagne. Altre, come Jessica Stam, sono presenze più discrete ma in ogni caso consacrate all’eternità, anche grazie ai designer che negli anni le hanno elevate dal semplice ruolo di mannequin a vere e proprie muse. Nel caso di Stam, il suo Pigmalione fu Marc Jacobs, che alla supermodella canadese dedicò, nel 2005, una borsa che fatto la storia del marchio, la Stam Bag.
Più che una borsa, una it-bag, amata, desiderata e indossata praticamente da tutti. Caratterizzata da pelle trapuntata, una catena metallica prominente e una chiusura a moschettone, questa borsa ha incarnato lo spirito audace degli anni 2000, vestendo indistintamente tutte le icone del momento: Paris Hilton, Rihanna, Blake Lively, Jennifer Lopez, Amy Winehouse, Eva Longoria, Beyoncé, fino alla fashion icon televisiva più amata dagli appassionati di serie tv, Blair Waldorf di Gossip Girl, che abbinava la borsa trapuntata ai suoi indimenticabili look da schoolgirl preppy e sofisticata.
Nel 2023, il designer americano ha rilanciato il suo iconico modello di borsa, seguendo anche lui la tendenza a recuperare l’archivio come un tesoro dal valore inestimabile, ma soprattutto per ripercorrere un pezzo di storia fondamentale per il DNA di un marchio. L’accoglienza è stata ovviamente entusiasmante, con la campagna che ha visto come protagoniste icone assolute del periodo Y2K, come Selma Blair, Paris Hilton, Ashlee Simpson e la stessa Jessica Stam. Un successo che tuttavia non è bastato per assicurare le sorti del marchio americano, che attualmente sarebbe in trattative per essere ceduto da LVMH per il valore di circa 1 miliardo di dollari.
Un designer, una leggenda Marc Jacobs, che se negli anni ’90 ebbe il merito di aver portato il grunge nella moda, nel tempo ha costruito un brand iconico e apprezzato in tutto il mondo. Genio visionario e irriverente, Jacobs ha sempre dimostrato di avere un occhio speciale per cogliere i desideri della società contemporanea, e la borsa Stam ne è stata solo un esempio.
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