Jean Paul Gaultier risponde alle critiche dopo il debutto di Duran Lantink: “Grande errore!”

Inutile negare che la collezione di debutto di Duran Lantink per Jean Paul Gaultier, lo scorso ottobre, abbia fatto parlare stampa e appassionati, e il più delle volte tutt’altro che in modo positivo. Il designer olandese ha ripreso, ed è vero, alcuni codici distintivi del brand, come il corpo come mezzo d’espressione, ma reinterpretandoli in modo tale da suscitare nel pubblico un senso di eccesso più che quella sottile irriverenza tipica di Jean Paul Gaultier, capace di portare in passerella l’arte dello scandalo come nessuno.

Durante la sfilata, l’enfant terrible della moda, così è da sempre chiamato Jean Paul Gaultier, era naturalmente presente e non è apparso affatto disturbato dal lavoro di Duran Lantink. A poco meno di un mese dal debutto del giovane designer alla guida della maison da lui fondata, ha infatti dichiarato a Vogue Italia che «le proposte di Duran hanno fatto breccia nella mia sensibilità, perché mi hanno fatto rivivere i miei inizi, quando ho cominciato: l’energia che avevo, il modo di vedere gli abiti… È buffo, ma la gente, oggi, conosce soprattutto la mia couture e non capisce che, all’inizio, ero un enfant terrible».

Proprio così, la collezione è piaciuta al founder del brand: «E per quelli che, dopo la sfilata di Duran, dicevano “Questo non è Gaultier!” – ha continuato Jean Paul Gaultier – beh, a loro rispondo: “Grande errore!”. Alla fine ero molto emozionato, ma anche felice, perché, in un certo senso, era come una rinascita. Sentivo riaccendersi tutta l’energia di un tempo». Ha inoltre fatto un parallelismo con la trasgressione che ha caratterizzato anche l’inizio della sua carriera: «All’inizio anch’io ero molto trasgressivo, e anche allora c’era la gente che rifiutava quello che facevo. Ricordo che, in occasione del mio esordio, la mia prima sfilata, non venne nessuno. Alla seconda si è presentata un po’ di stampa britannica e giapponese, e alcuni di loro hanno scritto recensioni favorevoli. Ma non c’erano francesi, neanche uno».

A proposito della direzione creativa intrapresa da Lantink, Gaultier ha aggiunto: «Diciamo che l’ispirazione era Gaultier, ma la visione era la sua. Ha reinterpretato. Prendiamo la stampa con il corpo maschile, per esempio: io ho certamente usato la nudità, ma non con così tanti peli! Lui è andato oltre. Non ha copiato, affatto, anche se forse si è ispirato al mio lavoro».

[📸 Instagram: jeanpaulgaultier]

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