Luca De Meo: premiato al Milano Fashion Global Summit parla del futuro di Kering e della sua strategia già definita da molti geniale

Al Milano Fashion Global Summit è stato premiato con uno speciale riconoscimento per la leadership Luca De Meo, il nuovo CEO del gruppo Kering che si è immediatamente distinto per un approccio personale, dove la disciplina incontra la creatività, e dove la velocità resta un marchio di fabbrica. In pochi mesi, l’ex CEO di Renault ha rimescolato le carte in tavola, con l’obiettivo, innanzitutto, di saldare il grosso debito dell’azienda.

Primo focus di De Meo, Gucci, che rappresenta anche il 50% di fatturato di Kering. Oltre alla nomina di Demna Gvasalia come direttore creativo, De Meo ha eletto Francesca Bellettini a CEO e Presidente del brand dalla doppia G, convinto, come dichiarato da lui stesso, che questa sia la combo vincente per riportare il brand italiano ai fasti di un tempo, anche solo quelli di cinque anni fa.

Successivamente, per cominciare ad alleggerire il debito di Kering, De Meo ha ceduto il beauty al gruppo L’Oréal. Una strategia che, secondo lui, contribuirà non poco alla crescita del segmento della bellezza di lusso di marchi come Balenciaga, Gucci, Bottega Veneta e Creed. Inoltre ha sottolineato, nell’intervista a Class CNBC, anche la possibilità di realizzare una joint venture con il gruppo francese, incentrata sul wellness.

De Meo, che viene per l’appunto dal mondo delle automobili, ha confermato la sua umiltà nel voler apprendere sempre più cose dal mondo luxury, ma ha anche espresso le similitudini manageriali tra due mondi apparentemente distanti. Anche nel settore automobilistico si collabora a stretto contatto con agenzie creative e designer, e ora, nel suo nuovo ruolo in Kering, ha scelto di spendere molto tempo insieme ai direttori creativi dei vari brand, che ha definito dei veri e propri mostri sacri. Mostri sacri che, nella sua ottica, potranno beneficiare dell’affiancamento di altre importanti figure dal mondo marketing e merchandising. De Meo ha trascorso anche dei giorni in Toscana, dove avviene per la maggior parte la filiera dei marchi di lusso, sottolineando l’importanza del Made in Italy come valore imprescindibile del gruppo Kering.

In attesa dei risultati del terzo trimestre, De Meo si è complimentato con il gruppo “competitor” LVMH, per gli ottimi risultati di crescita svelati recentemente. In merito a ciò, si è detto ottimista anche su quelli che saranno i numeri di Kering ma non ha dimenticato di evidenziare le situazioni di partenza differenti: in Kering in questo momento è necessario rimboccarsi le maniche, saldare il debito e capire come interpretare i desideri dei clienti, dalla Cina agli Stati Uniti, dal Giappone all’Europa.

A chi ha definito la sua nomina a metà tra un colpo di genio o una vera e propria follia, De Meo ha dichiarato che spesso i due concetti si sovrappongono ma che sarà pronto, con il tempo, a dimostrare con i fatti che la scelta del board François Pinault sia stata più geniale che folle. Nel frattempo, la sua strategia e il suo approccio iniziano già a dare i primi risultati.

[📷 IPA]

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