Taylor Swift, si sa, le cose in piccolo non le sa fare. La cantante dei record ha infatti conquistato il mondo con il suo universo musicale e visivo, diventando nel corso degli anni una certezza assoluta. Molti pensavano che dopo la fine del The Eras Tour, lo scorso dicembre 2024, e il nuovo disco, sempre dell’anno scorso, “The Tortured Poets Department”, l’artista si sarebbe presa un lungo periodo di pausa per ricaricare le batterie. E invece no. Perché venerdì 3 ottobre 2025 è uscito “The Life of a Showgirl”, nuovo album di inediti attesissimo, che come sempre sta facendo parlare appassionati e non.
Ma oltre alle parole e alle canzoni, uscite da poco, a rapire l’attenzione degli osservatori è stato ancora una volta il progetto visivo che la Swift ha voluto affiancare al suo album. Un’immagine teatrale, luccicante, in cui è proprio Taylor a impersonare il ruolo della “showgirl”, su cui gioca fin dal titolo. E lo ha fatto non solo graficamente, ma anche con gli outfit che hanno accompagnato visivamente l’uscita dell’album. Ma ce n’è uno in particolare che, come si legge su PageSix, ha catturato particolarmente l’attenzione del pubblico. E per cui, soprattutto, c’è stato un lavoro mastodontico. Stiamo parlando di quello realizzato dalla designer Kelsey Randall, che al portale ha raccontato il processo creativo dell’abito per Swift. Un processo che però è partito metaforicamente anni fa, perché la Randall, quando fondò il suo brand nel 2015, sognava di arrivare proprio all’artista.
Com’è iniziato tutto
Tutto è iniziato a marzo, quando un membro del team di styling di Taylor Swift ha scritto alla stilista su Instagram chiedendole di uno specifico chainmail dress della sua collezione per un progetto non ancora reso noto. Pochi gli indizi, ma nulla che potesse spaventare Randall, abituata a lavorare già con molti artisti. In passato ha infatti creato abiti anche per Beyoncé, Lorde, Lizzo e Suki Waterhouse. «Quando progetti per altre star, lo stilista potrebbe darti una mood board o qualche idea sulla direzione da seguire, ma non potrebbe dirti nulla su quale sarà l’atmosfera», dice a PageSix. Una missione difficile, ulteriormente complicata dal fatto che la richiesta specifica del team di Taylor riguardava un look che non era più disponibile perché “rubato” durante un servizio fotografico. Ma in qualche modo Kelsey sapeva che l’avrebbe portata a termine, questa missione.
Perché poche settimane dopo Randall venne a sapere di un altro suo abito personalizzato, mai indossato prima, che aveva colpito il team di Swift. «Era uno stile molto, molto simile a quello che avevano inizialmente desiderato», spiega ancora a PageSix. Il miniabito, impreziosito da gemme di peridoto e strass trasparenti, con rifiniture realizzate con «veri cristalli da lampadario» sull’orlo, alla fine è veramente finito tra gli scatti di Mert Alas e Marcus Piggott per il servizio fotografico del disco nuovo. Ma non è finita qui. Perché il team di Taylor Swift ha chiesto un secondo abito.
Il secondo abito
«Sapevo che volevo che ci fosse un filo conduttore tra i due abiti. Entrambe eravamo entusiaste di questa frangia in maglia metallica, del modo in cui si muove e brilla — racconta a PageSix —. Ed eravamo ossessionate dalle varianti di colore; ci siamo scambiate un sacco di strass durante la notte. Abbiamo valutato decine di opzioni diverse in tonalità molto simili per creare la combinazione perfetta», spiega la stilista, che dice di essere stata ispirata dalla tuta Versace iconica sfoggiata nell’Eras Tour. «È tutto iridescente, principalmente nelle tonalità del rosa e del viola, ma con sfumature di pesca, bianco e oro. Ho adorato quella combinazione di colori fin da subito; è così sognante».
Un’altra mission impossible, ma non per lei, che doveva rispettare le scadenze imposte dal team della cantante, oltre alla realizzazione perfino di una versione di riserva in oro rosa, spiega il portale. «È stato un processo molto serrato e ci è voluto tanto lavoro. Abbiamo ordinato letteralmente migliaia di metri di frange a catena e tutti i diversi strass e, quando le forniture sono arrivate, avevamo 13 giorni per realizzare l’abito». Tredici, non a caso, numero fortunato e ricorrente di Taylor Swift. Per realizzare il progetto, alla fine, la stilista ha chiesto aiuto ad amiche e alla moglie.
Sforzi notevoli che però alla fine hanno avuto un lieto fine. Perché il look alla fine è finito nel servizio fotografico, ma anche nel videoclip di “The Fate of Ophelia”, al momento in programmazione speciale nei cinema. Quindi, missione compiuta.
[📸Mert Alas & Marcus Piggott; X: taylorswift13]