Se c’è un’opinione unanimamente condivisa, è che quando si assiste a una sfilata di Dries Van Noten è come se si entrasse improvvisamente in un’oasi di pace al di fuori dal caos. Quasi una fuga dagli eccessi urlanti della fashion week, momenti speciali in cui l’animo si rasserena e può entrare autenticamente in contatto con quello che dovrebbe essere l’unico scopo di una sfilata, ovvero i capi in passerella. Nessun flash dei fotografi, nessuna celeb o it-girl di punta, nessun photo call: da Dries si entra per respirare la semplicità delle cose belle che, tuttavia, non scadono mai nell’ovvio, ma sono una pura poetica di celebrazione della vita.
Un modus operandi che era intrinseco al suo fondatore e che continua a essere portato avanti dal suo ex braccio destro e ora direttore creativo Julian Klausner. Sin dal suo esordio, Julian ha dimostrato di aver preso in mano il marchio nella sua accezione più completa e vincente: Dries Van Noten è nel suo DNA, non ha bisogno di scervellarsi troppo in strategie a effetto, perché a parlare sono semplicemente gli abiti. Qualcosa che abbiamo forse dimenticato da tempo, presi come siamo dal gusto per la polemica o del parterre di star in prima fila, e che invece in Dries Van Noten non ha mai avuto modo, o meglio spazio di esistere, in parte perché non gli è mai interessato, in parte perché non ce n’è bisogno.
L’unico interesse del marchio resta quello di promuovere un concetto di bellezza atemporale, dove le stampe pittoriche e i ricami diventano espressione di rara expertise e dove il colore suggella a pieno l’unicità visiva di un brand che ha fatto la storia. La collezione Spring Summer 2026 di Klausner è il degno proseguimento della già altrettanto acclamata collezione maschile di giugno: è una collezione che esprime gioia per la stagione estiva, un concetto che potrebbe sembrare scontato e che invece, nelle mani del marchio, diventa un’inaspettata quanto poetica ode al piacere di una semplicità rara e pertanto preziosa.
Innanzitutto, nell’insieme delle collezioni estive presentate nelle ultime settimane, Klausner sembra essere stato l’unico a ricordarsi di una premessa fondamentale, ovvero di realizzare abiti adatti alle alte temperature, al caldo, all’estate appunto, che non deve essere solo un concetto astratto ma soprattutto reale. Tra stampe revival d’archivio, come quelle a pois e a onde d’ispirazione optical anni ’60, e una palette colori brillanti che ci ricorda le infinite giornate al mare e il mondo dei surfisti e delle mute subacquee, la Spring Summer 2026 di Dries Van Noten è ricca di virtuosismi stilistici, che ritroviamo nel minuzioso lavoro delle rouches, dei drappeggi, dei ricami fitti e splendidamente enfatizzati da dettagli e applicazioni scintillanti, con un chiaro eco all’energia abbagliante e primordiale dell’acqua che si infrange sugli scogli.
Leggerezza ed energia vibrante, brio e lusso genuino, romanticismo e dinamismo conferito anche dalle sneakers flat multicolor, una collezione dove l’eleganza borghese e l’esotismo più astratto prendono vita in un sogno concreto e di altissimo artigianato. L’opera oltre la visione, per un’estate innanzitutto da indossare, oltre che da desiderare.
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