Tilly Norwood, l’attrice creata con l’AI divide Hollywood: anche il sindacato SAG-AFTRA si scaglia contro il progetto

La prossima frontiera dell’AI? Probabilmente, oggi, non riusciremmo nemmeno a immaginarla. Negli ultimi anni, grazie a questa tecnologia, è stato realizzato persino ciò che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Come creare un’attrice attraverso l’intelligenza artificiale.

Per chi non la conoscesse, questa particolare attrice esiste già e si chiama Tilly Norwood. Eline Van der Velden, CEO della società di produzione tecnologica Particle6 che ha dato vita a Tilly, ha tuttavia chiarito che si tratta di “un’opera creativa” e non di un sostituto umano. Una precisazione che non è bastata a fermare le critiche contro l’attrice virtuale, accusata da molti di minacciare il lavoro dei veri artisti, quelli in carne e ossa, capaci di calarsi nei panni di altri personaggi attingendo a un universo emotivo ed estetico profondamente umano.

A scagliarsi contro Tilly sono stati in molti, tra cui Emily Blunt, che ha definito il progetto “davvero spaventoso” durante un episodio del Variety Awards Circuit Podcast. «Non so come rispondere, se non dire quanto sia terrificante. Per favore, smettete di portarci via la connessione umana», ha dichiarato.

E oggi, 30 settembre 2025, è stato il SAG-AFTRA – il principale sindacato statunitense ⁠che rappresenta i professionisti dei media e dello spettacolo – a intervenire sulla vicenda. Anche in questo caso, non sono mancate le critiche.

Il progetto Tilly Norwood è stato ampiamente bocciato dal sindacato, che sostiene la necessità di una “creatività incentrata sull’uomo”, come si legge in una dichiarazione pubblicata sui social: «Per essere chiari, Tilly Norwood non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma per computer addestrato sul lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha alcuna esperienza di vita da cui attingere, nessuna emozione e, da quanto abbiamo visto, il pubblico non è interessato a guardare contenuti generati dal computer che siano scollegati dall’esperienza umana».

Secondo il sindacato, questo progetto «⁠⁠sottrae lavoro agli attori e mette a rischio i mezzi di sussistenza dei performer». Una presa di posizione forte, condivisa da molti altri artisti e appassionati del settore.

[📷 Instagram: tillynorwood]

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