La reunion degli Oasis di questa estate ha inevitabilmente fatto rumore a livello globale, figuriamoci a Londra. I fratelli Gallagher, nel corso degli anni, sono forse senza volerlo diventati icone di stile e il britpop, oltre a un genere musicale universalmente amato, è diventato un’estetica precisa, simbolo di ribellione giovanile e appartenenza culturale. E uno dei brand inglesi per eccellenza, Burberry, guidato da uno dei designer inglesi per eccellenza, Daniel Lee, non poteva ignorare questo immaginario.
La maison, che di recente ha riportato nel suo DNA anche la vena tipicamente British dei festival come Glastonbury, con protagoniste icone come Alexa Chung, che dello stile da festival hanno fatto un marchio di fabbrica rendendolo glamour e mainstream, ha scelto la musica come punto di partenza e ispirazione per l’ultima collezione Burberry, la Spring Summer 2026, presentata ieri sera a chiusura della London Fashion Week. Londra saluta così la sua settimana della moda con una collezione che richiama i codici della maison inglese ma anche la storica liaison tra moda e musica, traendo ispirazione dai festival estivi britannici, da Quadrophenia: A Mod Ballet andato in scena al Sadler’s Wells di Londra, fino ai prossimi biopic sui Beatles diretti da Sam Mendes.
La collezione riprende i capi sartoriali tipici della tradizione inglese, come trench e capospalla minimali e lineari, accostati a cappotti corti e swingy a trapezio, ricoperti dalla fantasia check iconica di Burberry in tonalità pop art come verde brillante, giallo, lavanda e blu denim, ma anche declinati nelle versioni più acide di verde e giallo. Le modelle indossavano lunghe sciarpe sottili, emblema di una coolness sussurrata, insieme a stivali Chelsea e capelli arruffati in perfetto stile Gallagher, a sfiorare le palpebre.
Sartorialità sì, ma non senza i guizzi creativi di Daniel Lee, che si declina in tutto il suosavoir-faire nelle texture, dalla maglieria alle applicazioni in macramè e cotta di maglia, crochet e ricami fatti a mano. Tutto abbinato a stivali piatti stringati e borse oversize con frange extra long che evocavano inevitabilmente l’atmosfera dei festival britannici. Immancabili, infine, gli abiti scintillanti da partygirl, un terreno in cui il designer eccelle: dal taglio semplice e lineare, come una moderna Twiggy, ma resi contemporanei da dettagli metallici, trasparenze e paillettes che li trasformano in dichiarazioni di stile per la notte londinese.
[📸 burberry.com]