La sospensione di Jimmy Kimmel Live!, uno dei late night show più amati degli Stati Uniti, ha provocato non poche polemiche. Fin dal primo momento, quando ne è stata annunciata la sospensione, molti hanno utilizzato i canali social per esprimere il loro dissenso, parlando apertamente di “censura”. Nelle ultime ore le proteste, iniziate online, sono arrivate anche in strada, in particolare a Hollywood.
Cosa è successo: le parole di Jimmy Kimmel sull’omicidio di Charlie Kirk
Per capire il motivo che ha spinto ABC a sospendere il programma, bisogna fare un passo indietro e tornare a mercoledì 10 settembre, quando Charlie Kirk, noto attivista del movimento MAGA, è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco. Un omicidio che ha scosso l’America e il mondo, Donald Trump compreso, che era uno stretto conoscente di Kirk. La reazione del Presidente degli Stati Uniti è stata forte e rumorosa, commentata da Jimmy Kimmel durante il suo monologo di apertura nella puntata di lunedì 15 settembre.
«Durante il fine settimana abbiamo toccato nuovi minimi, con il gruppo dei MAGA che ha cercato disperatamente di descrivere il ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di diverso da uno di loro, facendo di tutto per trarne vantaggio politico», ha detto il presentatore. Trump, ha aggiunto Kimmel, «è nella quarta fase del lutto. Costruzione, demolizione, costruzione: questo non è il modo in cui un adulto elabora il dolore per l’omicidio di qualcuno che chiama amico, è il modo in cui un bambino di quattro anni piange un pesciolino rosso».
Parole che hanno avuto un forte eco sui social e non sono passate inosservate agli occhi di Donald Trump. Qualche giorno dopo, mercoledì 17 settembre, ABC – la rete televisiva su cui va in onda il programma – ha comunicato la sospensione a tempo indeterminato dello show. Una notizia subito celebrata da Trump su Truth Social, dove ha definito la decisione di ABC «una grande notizia per l’America».
I manifestanti scendono in strada
La decisione di sospendere il programma di Kimmel ha suscitato forti reazioni, non solo tra il pubblico affezionato allo show, ma anche tra coloro che vedono in questa scelta un tentativo di censura. Così, nella notte italiana tra il 18 e il 19 settembre 2025, molte persone sono scese nelle piazze statunitensi per protestare e chiedere il rispetto della libertà di espressione, in tutte le sue forme, non solo nei comizi politici. La manifestazione più importante, organizzata fuori dagli ABC-Disney Studios, è stata intitolata “Protesta ABC – Per la commedia, la critica e il Primo Emendamento” e ha visto la partecipazione di persone di orientamenti politici diversi.
WOW! The Writers Guild members have gathered outside of Disney’s HQ to protest the decision to suspend Jimmy Kimmel’s show.
— Lucas Sanders 💙🗳️🌊💪🌈🚺🟧 (@LucasSa56947288) September 18, 2025
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pic.twitter.com/Y0pVi6v3m7
«È un diritto del Primo Emendamento. La nostra libertà di espressione, la nostra libertà di parola, è fondamentale. E ieri sera ABC e Disney non l’hanno rispettato» ha dichiarato Meredith Stiehm, presidente della Writers Guild of America West, a The Hollywood Reporter.
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