Amy Winehouse e Blake Fielder-Civil: quando l’amore è un gioco a perdere

“Love Is A Losing Game”. Il titolo di questa canzone racchiude il prezzo che Amy Winehouse ha dovuto pagare per aver amato intensamente Blake Fielder-Civil, lasciandosi travolgere da una relazione totalizzante, nel senso più assoluto del termine. Tutto iniziò nel 2005 in un pub di Camden, a Londra: un incontro improvviso, come un fulmine, che portò un bagliore di luce nella vita di Amy, destinato però a spegnersi presto, facendola precipitare nel buio. Blake era già fidanzato, ma con Amy instaurò subito una connessione profonda, fatta di passione e tormento. Entrambi portavano con sé un passato difficile, che continuava a lasciare cicatrici visibili e invisibili.

Lei si tatuò il suo nome sul petto, lui dietro l’orecchio. Ma il loro idillio durò poco: dopo pochi mesi Blake lasciò Amy con un messaggio, dicendole di non sentirsi pronto a troncare del tutto con la sua ex. La separazione gettò Amy in una forte depressione, che però si trasformò in forza creativa. Da quel dolore nacque “Back to Black”, la sua canzone più celebre. “You go back to her, and I go back to black”, cantava Amy, e così fu.

Nel maggio del 2007 i due si ritrovarono e si sposarono a Miami, in una cerimonia intima con pochi amici. Quel matrimonio sembrò suggellare il loro sogno ribelle, come una favola anticonvenzionale. Ma i continui tira e molla segnarono profondamente la loro unione, che si concluse nel 2009 con il divorzio. Per Blake fu un tentativo di “liberare” Amy dalla loro relazione tormentata, ma per lei fu un colpo fatale, dal quale non riuscì mai a riprendersi.

Senza quello che considerava l’amore della sua vita, Amy ha sofferto terribilmente. Non riuscendo a rialzarsi tra delusioni sentimentali, problemi personali e le difficoltà nella sua carriera musicale, nel 2011 venne trovata senza vita nel letto della sua casa, travolta da un dolore per sempre impresso nelle sue canzoni: “Love is a losing game, one I wished I never played”.

[📸 IPA; MEGA 📹 IPA]

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