Quando arrivarono i primi televisori in Italia, negli anni ’50, il Paese era sì uscito dalla Guerra, ma il boom economico stava appena arrivando. E inevitabilmente quello strumento, così all’avanguardia e affascinante, non era proprio per tutti. Nel senso che, al contrario di ora, non se lo poteva permettere qualsiasi famiglia. Ma in qualche modo lo era. Perché abitualmente orde di persone si radunavano in piazzette, bar o spazi privati per vedere i programmi trasmessi all’epoca. Prendete “Lascia o Raddoppia”, che divenne rapidamente un fenomeno nazionale. C’erano persone che non vedevano l’ora di ritrovarsi per gustarsi insieme il quiz di Mike Bongiorno, cercando di indovinare con i propri compagni le domande dello show.
Con gli anni, quel mezzo — così come tanti altri — è diventato fondamentale nelle nostre vite. Tra televisori, computer, telefoni, oggi ognuno ne possiede uno. E con l’evoluzione dei servizi, ovunque siamo possiamo goderci in santa pace, da soli, un programma, una serie, un film. Ma quell’abitudine che anni fa, in maniera un po’ cinematografica, era diffusa per necessità, non è scomparsa. Nemmeno oggi, nell’epoca delle piattaforme di streaming, degli abbonamenti e delle app. Prendete ciò che è accaduto da Dior, quando per le strade di Parigi tantissime persone si sono radunate, chiamate da Lyas, per guardare la sfilata insieme. Oppure a Wimbledon, dove — come da tradizione — chi non ha il biglietto si piazza sulla Henman Hill per vedere le partite dal maxischermo.
Si chiamano watch party, o semplicemente momenti di condivisione. Dipende da cosa si guarda insieme. Ma in un’epoca che ci vuole divisi, sempre più solitari ma connessi virtualmente, il contatto umano di vivere qualcosa dal vivo — che sia un concerto gratuito come Madonna e Lady Gaga a Rio, una partita o una sfilata — rimane la cosa più bella. E per fortuna esempi del genere, in Italia e nel resto del mondo, non mancano. Lasciandoci ricordi indelebili che vogliamo replicare all’infinito.
[📷 Courtesy of Dolce&Gabbana]