Gen Z e gioielli: cosa si aspettano le nuove generazioni dalla gioielleria?

In un clima di crisi generale, i gioielli resistono alle avversità e anzi, ritornano alla ribalta con una desiderabilità del tutto nuova e appetibile. Tra gli altisonanti nomi dell’alta gioielleria e il boom della gioielleria vintage e d’antiquariato, c’è un altro segmento che sta prendendo sempre più piede e che si sta nascendo per far fronte alle richieste delle generazioni più giovani; stiamo parlando di brand neonati ed emergenti, sperimentali, sofisticati e freschi quanto basta, ma soprattutto con costi contenuti e accessibili anche per le tasche della Gen Z che, in fatto di gioielleria, ha dei gusti specifici e difficilmente riscontrabili, salvo rari casi, nel mondo della gioielleria istituzionale.

Cosa si aspettano le nuove generazioni dai gioielli? Che siano unici anche nella loro semplicità, che siano facilmente portabili nel quotidiano ma conferendo un tocco differente al look, che si facciano notare ma senza essere costretti a spendere cifre a sei zeri. Che esprimano sentimenti ottimistici, per contrasto alle incertezze del periodo storico, con simboli che invitano alla vita, all’amore e all’amicizia, con una predilezione particolare per i materiali riciclati e sperimentali, dove il design incontra la praticità giovanile.

Inoltre, la personalizzazione resta un elemento imprescindibile: tra frasi incise, simboli, iniziali, la personalizzazione è un bisogno primario delle nuove generazioni. Lo avevamo già visto con il boom di charms e ciondoli da borse, complici e alleati per ricreare uno stile personale, e questa necessità la si ritrova anche nei gioielli. Quasi al pari di un tatuaggio, i giovanissimi amano investire in anelli e bracciali con incisioni, che possano riportare alla mente persone, momenti e stati d’animo della propria esistenza reale; un gioiello, insomma, che vada oltre il semplice concetto di estetica e lusso ma che risponda soprattutto a un’esigenza emotiva. Una reazione sicuramente scaturita in seguito alle pressioni di un mercato del lusso che è diventato sempre più sterile e arido, trascurando quello che è l’aspetto più emozionale dell’acquisto, che invece ora vuole essere rivendicato a gran voce.

Oltre alla personalizzazione, anche i processi artigianali e produttivi sono di fondamentale importanza: tutto ciò che viene realizzato con materie prime riciclate e recuperate attraverso processi sostenibili ha sicuramente un valore, antispreco e antiinquinamento, due valori fondamentali. Lunga vita anche all’introduzione di materiali non propriamente preziosi, magari derivanti da fibre naturali, cavi tecnologici o le componenti più assurde come lattine di bibite: creatività a basso costo che sa sicuramente come farsi notare.

[📷Instagram: bypariah]

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