Il furious love tra Liz Taylor e Richard Burton: quando l’amore diventa leggenda

Bel Air, 1953. Durante un party in piscina, un giovane attore teatrale gallese ben poco avvezzo alle luci di Hollywood, si guarda in giro tra un drink e l’altro. All’improvviso, i suoi occhi si posano su una bellezza fuori dal comune: sdraiata su un lettino, una Venere in miniatura dai capelli corvini e occhi irripetibili, si lascia ammirare nella sua grandezza inaccessibile. Pochi istanti, il tempo di uno sguardo: lui è rapito, lei ricambia con un certo sdegno incurante, trovandolo inadeguato. Lei era Elizabeth Taylor e lui era Richard Burton e non sapevano che, dopo 10 anni, il destino li avrebbe fatti rincontrare di nuovo, destinandoli a essere i protagonisti di un amore folle e leggendario, che scosse non solo le rispettive vite, per sempre, ma anche la società e il mondo intero. Galeotto fu il set di Cleopatra, nel 1963.

Lei, Liz, aveva 29 anni ed era già al suo terzo matrimonio, con Eddie Fisher. Sul set sin da bambina, era stata cresciuta come una celebrità sin dalla più tenera età, abituandosi a una folta corte di visagisti, truccatori, parrucchieri e inservienti al servizio dei suoi, innumerevoli, capricci. In compenso, era una delle più grandi interpreti che Hollywood avesse mai conosciuto, intensa, naturalmente carismatica, una forza della natura. Lui, Richard Burton, aveva 37 anni e veniva dalla classe proletaria del ruvido Galles: si era fatto le ossa in teatro recitando Shakespeare, conquistando critica e pubblico per magistrali performance. Novello di Hollywood, si era recato a Cinecittà – dove Cleopatra venne girato con budget stratosferici – in compagnia della fedele moglie Sybil, ma anche di un’irrefrenabile passione per gli alcolici e le belle donne.

Ne aveva conquistate parecchie di attrici e Liz, consapevole, si mise subito sulla difensiva: inutile perché fu questione di qualche ciak nei panni di Cleopatra e Antonio – con qualche bacio durato più del previsto – e la passione esplose e divampò irrimediabile. Lei, che all’inizio lo aveva trovato insopportabile – pare che lui l’avesse abbordata con un «Lo sai che sei molto carina ma un po’ grassa?» – si trovò perdutamente innamorata di quell’uomo cupo e seducente. Il flirt iniziò durante le riprese e culminò con fughe in ville private all’Argentario dove consumare quella passione proibita e segreta. Inseguiti dai fotografi – pare che Fellini si ispirò proprio a loro per i paparazzi della sua Dolcevita -, ben presto le scandale divenne di dominio pubblico e il Vaticano arrivò a condannarli per “vagabondaggio erotico”. Lasciati i rispettivi consorti, ne seguirono 13 anni d’amore vissuti tra eccessi, lussi, sbronze epiche, litigi al limite della decenza, sfuriate, tradimenti e riappacificazioni in diamanti che hanno fatto la storia della gioielleria.

Pur ammirandosi per il reciproco talento, le loro liti sui set erano clamorose e funeste. Lei era un’attrice di cinema, lui un attore dalla formazione teatrale e con una voce che ti entrava dentro. Entrambi straordinari davanti la macchina da presa. Hanno spesso recitato insieme, con annessi e connessi i drammi che ne derivavano. Pare che sul set de “La Bisbetica Domata”, il regista Franco Zeffirelli dovette intervenire personalmente per separarli: all’ennesima provocazione del marito, la Taylor lo colpì in viso con uno schiaffo ben condito dai pesanti anelli in oro che sfoggiava alle dita. A contribuire, l’abuso di alcool da parte di entrambi. Erano due ubriaconi che sul set si versavano brandy nelle bottiglie di coca cola per non farsi scoprire dalla produzione. E poi, le minacce di suicidio di lei, i ricoveri per disintossicazione alla clinica Betty Ford, e ancora i il sesso, sfrenato, immenso, a fare da collante. Con ben due matrimoni e altrettanti divorzi, il “Liz&Dick Affaire” è stata la storia d’amore più famosa del ‘900. Ben 40 le lettere che Burton ha inviato alla Taylor, anche ben oltre la fine della loro storia; anche prima di morire per un’emorragia celebrare nel 1984: «Piove su di me e su queste parole sbiadite, che ti chiamano mille volte. In fondo, non ci siamo mai separati. E suppongo che non lo faremo mai». Lei ha custodito la lettera fino alla fine dei suoi giorni e ha sempre affermato che Richard è stato l’unico vero amore della sua vita: «Dopo Richard, gli uomini della mia vita erano lì solo per tenermi la borsetta, per aprire la porta. Tutti gli uomini dopo Richard erano in realtà solo una compagnia». Un amore oltre il tempo e lo spazio, oltre il male e il bene.

[📷 Getty Images; IPA 📹 Getty Images]

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