Willy Chavarria: risponde alle critiche del presidente di El Salvador dopo lo show SS26

Che gli show di Willy Chavarria siano rimasti, tra i pochi, a scegliere di utilizzare la moda anche come denuncia politica e sociale, è un dato di fatto. E non ha fatto esclusione l’ultimo show presentato a Parigi durante la menswear week Spring Summer 2026, in cui ha introdotto le collezioni con una toccante performance di denuncia alle prigioni di confinamento di El Salvador, dove deportati e immigrati vengono rasati, spogliati e detenuti in condizioni che spesso violano i diritti umani. Una performance a cui non è restato indifferente il presidente di El Salvador Nayib Bukele, che ha interpretato quel montaggio come un rimando alle foto del Centro di confinamento del terrorismo di El Salvador e quella prigione di massima sicurezza meglio conosciuta come CECOT.

Bukele ha criticato pubblicamente lo show su X e ha suggerito di invitare i detenuti della più grande prigione di El Salvador alla settimana della moda di Parigi.

In merito alle critiche, come riportato da WWD, Chavarria avrebbe dichiarato: «Il mio primo pensiero è stato, perfetto ecco una pubblicità per il mio marchio. Grazie. Incredibile portata globale». «Viviamo in un mondo molto diviso. Penso che chiunque sia un artista riceverà una sorta di commento da persone che potrebbero non allinearsi con le loro idee. Ma per me, l’arte è l’espressione principale. Non sto attaccando nessuno. Non sto facendo nulla che sia aggressivamente ribelle in alcun modo. Sto semplicemente creando una visione artistica che parla di come mi sento. È davvero così semplice» ha poi continuato Chavarria.

Il designer ha detto di aver incluso una parte nello spettacolo che parlava di questo argomento per consentire alle persone di sfidare lo status quo e di dare spazio a un mondo migliore, iniziando proprio con coloro che sono in posizioni di potere. CECOT era solo una parte della dichiarazione. Non si trattava solo di CECOT o di El Salvador. Il focus è la disumanizzazione degli esseri umani, nella sua accezione più ampia, su scala globale. Le camicie e i pantaloncini bianchi indossati dai performer sono stati inoltre realizzati attraverso una partnership con l’American Civil Liberties Union.

[📷willychavarria.com]

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