Esiste una città in Marocco che, per molti, è a tutti gli effetti la nuova Hollywood. Il motivo? Tra le sue dune e i suoi paesaggi assolati sono stati girati numerosi cult del cinema, tra cui il primo capitolo de Il Gladiatore con Russell Crowe. Questa città si chiama Ait Ben-Haddou, sorge sul fianco di una collina lungo il fiume Ouarzazate ed è uno dei villaggi fortificati meglio conservati al mondo, con molto da raccontare anche sulla storia del cinema.
Infatti, non è stato solo Ridley Scott a intravedere il potenziale di questo splendido paesaggio, scegliendolo come set per il suo celebre film: ad Ait Ben-Haddou sono state girate anche alcune scene di Lawrence d’Arabia, La Mummia, L’uomo che sapeva troppo, Kundun, Gesù di Nazareth e Alexander, solo per citare alcuni dei titoli più noti.


L’interesse dei registi è fondamentale per un luogo come questo, che vive di cineturismo e preserva la sua bellezza storica grazie alla costante manutenzione finanziata anche dall’industria cinematografica internazionale. All’interno delle sue mura oggi vivono pochissime persone, perché la vita cittadina si è spostata fuori dallo ksar – così vengono tipicamente chiamati questi villaggi fortificati – rimasto sospeso nel silenzio, in un’atmosfera da film. Tuttavia, molti scelgono di visitarlo durante un viaggio in Marocco, magari partendo da Marrakech, che dista solo tre ore da Ait Ben-Haddou.
Dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1987, basta uno sguardo a qualche immagine per rendersi conto della sua unicità. Tinta di rosso e arancione – i colori dell’argilla – è costellata di antiche abitazioni che ricordano dei castelli, con alte torri angolari. Le più antiche risalgono al XVII secolo e venivano utilizzate soprattutto dai mercanti impegnati negli scambi commerciali tra il Sudan e Marrakech.
“È uno straordinario insieme di edifici che offrono un panorama completo delle tecniche di costruzione in terra pre-sahariana”, si legge sul sito dell’UNESCO, che ha definito Ait Ben-Haddou “un esempio sorprendente dell’architettura del Marocco meridionale”.


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