Louis Vuitton: la Cruise 2026 tra futurismo e medieval core

I Papi sono la grande tendenza del 2025? Sembrerebbe una provocazione ironica, considerando il contesto storico, eppure Nicolas Ghesquière non avrebbe potuto scegliere una location più pertinente. Il maestoso Palazzo dei Papi di Avignone, in Francia, è stato infatti il teatro della sfilata Cruise 2026 di Louis Vuitton, andata in scena il 22 maggio 2025. Capolavoro assoluto del gotico medievale europeo, il Palazzo è patrimonio dell’UNESCO dal 1995. Chiunque abbia reminiscenze scolastiche ricorderà la sua importanza come sede dei nove papi che risiedettero ad Avignone nel XIV secolo. Un complesso architettonico imponente e affascinante, valorizzato dalla maison parigina al massimo del suo splendore.

Tra le celeb testimonial del brand — Emma Stone, Alicia Vikander, Jaden Smith, Felix (Stray Kids), Saoirse Ronan e Sophie Turner — la solennità del luogo si è trasformata in palcoscenico di una performance contemporanea, grazie a un allestimento magistrale: poltrone in velluto rosso e passerella illuminata in un gioco di contrasti, con il pubblico al centro della Cour d’Honneur, in una suggestiva inversione dei ruoli teatrali, densa di “drama”.

Un drama che si è percepito sin dalla prima uscita in passerella. La colonna sonora? “Excalibur” di William Sheller. I riferimenti al Medioevo — epoca oscura ma affascinante che torna ciclicamente nelle tendenze — sono evidenti, ma riletti attraverso l’estetica inconfondibile di Ghesquière. Il direttore creativo della linea womenswear ci ha da tempo abituati al suo tocco futuristico e scultoreo, al gioco di proporzioni, alla passione per il luccichio geometrico e prismatico, mai convenzionale.

Anche in questo tributo a un’era di papi, condottieri e leggende fiabesche, il designer rimane fedele alla sua visione: una donna Vuitton connessa al presente, anche nei suoi aspetti più funzionali e utilitaristici.

Ecco allora che armor dress metallici e multicolor incontrano suggestioni da fantascienza, tra strutture liriche e decorativismo sofisticato. Nessuna paura di osare: il mix and match è protagonista. Ricami tapestry, fantasie paisley, decori preziosi si fondono con gonne fluttuanti in chiffon, maglieria intrecciata — anche in versione shorts — inserti furry sugli scolli, cappe color block dalle forme geometriche, e ball skirts rigide che sembrano opere d’arte più che abiti da passerella.

La pelle è lavorata al millimetro, tagliata con precisione, e tra gli accessori spicca l’iconica Alma bag, rivisitata con stampe barocche. Piogge scintillanti ricoprono top e capispalla, mentre ai piedi troviamo di tutto: dai high boots in pelle borchiata alle sneakers flat stringate, fino agli stivali-gioiello open toe. Tutto è votato al massimalismo, ma con un rigore geometrico che bilancia perfettamente less and more, senza mai cadere nell’eccesso.

Nel finale, le modelle si siedono tra il pubblico, illuminate da luci che esaltano i volti e la maestosità del Palazzo. Come accade sempre più spesso, anche questa Cruise Collection 2026 si distacca dal concetto iniziale di “collezione da crociera”: niente richiami vacanzieri, ma un esercizio di stile in un luogo simbolo della cultura europea.

Una narrazione coerente con la visione di Nicolas Ghesquière, che ancora una volta ha raccolto applausi e confermato il suo ruolo di innovatore della moda contemporanea.

[📷instagram: louisvuitton]

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