Anche Alessandro Borghi ha partecipato al red carpet dedicato al film The History of Sound al Festival di Cannes, confermandosi uno dei volti più amati del cinema — anche a livello internazionale. Per la storia d’amore e musica con protagonisti Paul Mescal e Josh O’Connor, diretta dal regista sudafricano Oliver Hermanus, l’attore romano vola a Cannes e cattura l’obiettivo dei fotografi con il suo fascino magnetico.
Non è facile, ma forse per lui sì. Perché con i suoi ruoli iconici e il suo carisma autentico, Alessandro Borghi ha davvero conquistato tutti. E lo ha fatto anche stasera, 21 maggio 2025, con un completo dalla doppia anima — bianco e nero — perfetto equilibrio tra sartorialità e disinvoltura, accentuato dal foulard a pois che sostituisce elegantemente la cravatta tradizionale.

Il film protagonista della serata racconta la storia di Lionel (Paul Mescal), un cantante di talento originario del Kentucky rurale, cresciuto sulle canzoni che suo padre cantava sul portico di casa.
Nel 1917, Lionel lascia la fattoria di famiglia per frequentare il Boston Music Conservatory, dove incontra David (Josh O’Connor), un affascinante studente di composizione musicale, che verrà presto arruolato verso la fine della guerra.
Nel 1920, i due trascorrono un inverno camminando tra le foreste e le isole del Maine, raccogliendo canzoni popolari da preservare per le generazioni future. Negli anni successivi, Lionel viaggia per l’Europa, costruendosi una vita nuova, fatta di successo e felicità, sperimentando anche nuovi amori. Eppure, resterà sempre attratto dai ricordi del suo breve e intenso legame con David, cercando di comprenderne a fondo l’impatto.
Alla fine, un frammento del loro lavoro condiviso rivelerà perché quella connessione ha continuato a risuonare così forte nel tempo.
Una storia d’amore per l’amore stesso — e per la musica — quella celebrata stasera con star del calibro di Naomi Campbell, Elsa Hosk, Coco Rocha e, naturalmente, Paul Mescal. Grande assente dal red carpet, invece, il co-protagonista del film, Josh O’Connor.
[📸 IPA]